The answer, my friend, is blowining in the wind…
Con il diffondersi sul mercato di smartphone e tablet sempre più potenti, il mondo del mobile gaming sta piano piano cambiando. Attualmente questi tipi di device offrono un esperienza totalmente diversa da quella che possono offrire console portatili come 3DS e PSVita (e a breve le nuove console Android Based), mirata soprattutto a coprire quei tempi morti nei viaggi in autobus per recarsi a scuola o sul posto di lavoro piuttosto che lunghe sessioni sul divano (specie se nella console son presenti titoli come MONSTER HUNTER 3 ULTIMATE, FIRE EMBLEM: AWAKENING o SOUL SACRIFICE, per citarne alcuni). E di pari passo son aumentati i titoli che si rifanno a determinate categorie che riescono a trovare posto nel mercato grazie appunto a questi device. Mi riferisco ai puzzle game, che stanno conoscendo una vera e propria seconda giovinezza: i comandi touch dei sopra citati si sposano benissimo con l’idea che sta dietro ad ognuno di questi giochi, ovvero stimolare l’intelletto per la risoluzione di vari enigmi. Ma mentre su dispositivo portatile un titolo del genere riesce a trovare una sua identità e un senso, lo stesso si può dire su home console? Storm appartiene a questa categoria, la sua “natura” (perdonate il gioco di parole) fa da controaltare alle produzioni che affollano le nostre console domestiche, per la maggior parte fatte da ambientazioni, gameplay e OST adrenaliniche e dinamiche. Storm infatti fa della tranquillità (accompagnata e sottolineata da una colonna sonora in puro stile New Age) la sua caratteristica principale: attraverso un viaggio che spazia attraverso le 4 stagioni, dovremo accompagnare un seme fino al raggiungimento di un terreno fertile che segna il completamento del livello che si sta affrontando.
Per fare questo avremo a disposizione gli elementi stessi della natura, attivabili tramite la pressione del tasto dedicato: il vento per poter far rotolare il seme, l’acqua (sottoforma di temporale) per poter colmare baratri o per riempire determinate zone in modo da far raggungere al seme luoghi altrimenti irraggiungibili, il fulmine, utile per compiere salti volti a superare ostacoli e così via. L’utilizzo di ognuno di questi elementi è determinato da un numero di cariche variabile a seconda del livello e da un tempo di ricarica, e la posizione (o il senso nel caso del vento) è determinato dalla posizione di una sorta di puntatore che starà a noi muovere all’interno dell’area di gioco. Semplice come idea, e quindi Storm coglie appieno il primo obiettivo fissatosi. Manca clamorosamente invece il secondo, quello che si dovrebbe rifare alla “tranquillità”. Mentre su un dispositivo come un tablet il gioco sarebbe perfetto, nella versione Xbox Live Arcade invece pecca proprio nei comandi, con una risposta del puntatore troppo lenta e un attivazione degli elementi atmosferici altrettanto imprecisa.
La combinazione dei vari eventi atmosferici a nostra disposizione sarà fondamentale per completare il livello
Questo si traduce in un crescente nervosismo quando si tratta di combinare i vari effetti a nostra disposizione per il raggiungimento dello scopo. A questo aggiungiamo poi una varietà degli enigmi non proprio eccezionale, una durata complessiva quasi imbarazzante ( 4 ore circa) e modalità di gioco praticamente identiche (che si svolgono tra l’altro negli stessi livelli della “campagna” principale, riducendo così drasticamente l’utilizzo della materia grigia: il classico Time Attack e una modalità chiamata Spirito in cui si dovranno raccogliere attraverso il seme delle fiammelle sparse per il livello, in zone di passaggio praticamente obbligate).
Tutto questo per la non certo modica cifra di 800 MP (il gioco é disponibile anche sul PS Store).
Il gioco é comunque gradevole nonostante i difetti, con un comparto grafico sicuramente d’effetto, ma di fronte ad un prezzo così elevato non mi sento proprio di consigliarlo, anche perchè al di là dell’offerta omogenea dei prodotti offerti dalle home console, Storm rimane un titolo godibile appieno solo su device mobili, come appunto detto nell’introduzione…e magari gratis.





