The Last of Us

Da il il Recensioni, 2 più

[RECENSIONE] The Last Of Us

tlou-200Nel corso degli anni i Naughty Dog ci hanno abituati a serie che hanno segnato per sempre un’era videoludica: Crash Bandicoot su PlayStation, Jak and Daxter su PlayStation 2 e Uncharted su PlayStation 3, ma per la prima volta nella stessa gen il team di Santa Monica tenterà di ripetersi. Ci sarà riuscito?

SOPRAVVIVERE PRIMA DI VIVERE

The Last of Us è ambientato in una versione post apocalittica del nostro presente in cui un misterioso batterio della specie dei Cordyceps ha creato una pandemia incurabile che, nel corso degli anni, ha lasciato le città in uno stato di abbandono e decadimento trasformando chiunque ne venga in contatto in una forma umanoide di fungo. La caduta della civiltà ridefinisce i confini morali. Le normali etichette come ladro e assassino non esistono più: tutti devono rubare, devono uccidere, devono fare tutto il necessario per riuscire a sopravvivere. Il fetore della morte aleggia come una nebbia che pervade ogni spazio perlustrabile e non. C’è solo oggi, c’è solo adesso. La vita è squallida, brutale, e faticosa. Si torna alle origini della specie. Gli esseri umani vagano in branco come cani selvatici, rivendicando il loro territorio e uccidendo chiunque cerchi di invaderlo. La sopravvivenza è tutto ciò che conta e chiunque farà di tutto per garantire la propria.

La sopravvivenza è tutto

La sopravvivenza è tutto

TUTTO E’ CAMBIATO

Vestiremo i panni di Joel, un uomo brizzolato in viaggio e in cerca di redenzione, dal passato lacunoso ed inquietante la cui vita è stata marchiata da una terribile perdita. Dopo un’intro davvero strappalacrime, che ci permetterà di entrare in contatto con le prime meccaniche di gioco, verremo catapultati in avanti di 20 anni dove conosceremo Ellie, una giovane quattordicenne che ci farà da spalla per tutto il resto dell’avventura. Il rapporto tra i 2 non è certo dei più rosei. Joel ha vissuto per anni prima che il mondo cambiasse, mentre Ellie conosce solo il caos. Il duo dovrà cercare di mettersi in salvo dalle Luci, un gruppo militare che nutre particolari interessi verso la ragazza. Da qui comincerà la loro più grande avventura.
L’interazione tra Joel e Ellie, così come gli altri personaggi che incontrerete nella vostra avventura, è una delle grandi attrazioni di The Last of Us. Il rapporto padre-figlia che si instaura tra i 2 si farà sempre più intenso grazie ad una serie di vicissitudini che li legheranno e a incroci di sguardi sempre più carichi di affetto. Naughty Dog ci vuole mettere alla prova con le sue regole di sopravvivenza in un viaggio straziante ma emozionante, in un mondo cambiato per sempre dalla morte e dalla distruzione.

Le lotte a mani nude non mancheranno

Le lotte a mani nude non mancheranno

DOVRAI COMBATTERE

Ellie ricoprirà una componente fondamentale per gran parte del gioco. Non è solo un personaggio con cui parlare, ma qualcuno che parteciperà all’azione, che ci aiuterà ad individuare i nemici, a distrarli e qualche volta anche a tirarci fuori dai guai. La ragazza manifesta una forza di volontà che la maggior parte degli adulti ha perso con l’età. Ellie è sia forte che vulnerabile, sia intelligente che ingenua e la sua umanità fornisce l’impulso giusto a Joel per resistere fino alla fine. Viaggeremo attraverso foreste infestate, case fatiscenti e fognature putride spostandoci per Boston, Pittsburgh, Jackson e altre magnifiche ambientazioni che vi faranno rimanere più di una volta a bocca aperta per la loro magistrale realizzazione digitale. Durante il cammino ci scontreremo con sciami di infetti che si muoveranno graffiando e ringhiando mentre cercano il loro prossimo pasto. Le meccaniche di gioco ci spingono a dover fare i conti con l’intelligenza artificiale di Ellie. Per poter sopravvivere, la coppia dovrà comportarsi da coppia e ciò farà si che il rapporto tra i due tenda a consolidarsi, grazie anche ad alcuni momenti in cui sarà possibile interagire con la ragazza premendo il tasto triangolo con il giusto tempismo. Il ritmo dell’avventura è in continuo crescendo. Non rallenta mai, non si ferma mai, si passa dalle magistrali scene di intermezzo, realizzate con lo stesso motore grafico del gioco, come vuole la tradizione ND, al gameplay vero e proprio senza soluzione di continuità.
Il confronto diretto con il nemico è l’ultima risorsa, tuttavia, il combattimento in una terra così violenta è alle volte inevitabile e in qualche caso decisamente appagante. Joel è straordinariamente talentuoso a uccidere a mani nude ed in alcuni casi gli scontri a fuoco sono necessari, ma la scarsità di munizioni ci costringe ad essere sicuri che ogni colpo vada a segno. La visuale d’azione è dietro le spalle ma leggermente spostata e il sistema di mira è volutamente traballante. Realizzare un headshot sarà infatti particolarmente difficile. Maneggeremo dalle semplici pistole ai fucili da caccia, dai fucili a pompa a quelli di precisione. La scarsità di munizioni trovabili però fanno dei proiettili una merce molto rara. L’alternativa rimane quindi la tattica e l’attacco fisico. Avremo modo di usare anche un arco che in certe situazioni si rivelerà più letale delle armi da fuoco.
Anche i nemici però non scherzano: li vedremo infatti muoversi in gruppo, proteggersi, attaccare e contrattaccare come mai visti in un gioco. Se dovessimo perdere energia questa non si rigenererà da sola. Bisognerà trovare, o creare, dei kit medici per poterla ripristinare. Per rendere il tutto più realistico, ma al tempo stesso per aumentare la concitazione di gioco, la procedura per potersi guarire non è così semplice. Non basterà premere un tasto per vedersi ripristinare l’energia, ma il bendaggio richiederà infatti una manciata di secondi per poter essere completato ed in questi frangenti saremo alla mercè dei nostri nemici. Il margine di errore concesso è molto basso, l’impegno e l’attenzione che dovremo metterci per affrontare l’intera avventura dovranno essere sempre elevati. Il gioco risulta appagante anche per questi momenti che servono a tenere la tensione sempre alta e le orecchie ben aperte. La paura viene infatti anche dai rumori. Gli infetti emetteranno dei suoni inconfondibili che ci permetteranno di preparaci allo scontro prima ancora di averli avvistati. In tutto questo la magistrale musica prodotta dalla chitarra del compositore argentino Gustavo Santaolalla (Oscar per I segreti di Brokeback Mountain) rimane in sottofondo e si fa sentire nelle fasi meno concitate enfatizzando perfettamente, ad esempio, le reazioni emotive di Ellie mentre rimane ammaliata ad osservare il mondo circostante, oppure mentre resta immobile a fissare un dipinto o un poster o uno scorcio di paesaggio. Seppur di pregevole fattura la componente musicale non è comunque la parte più importante, anche se costituisce un elemento vero e proprio del gameplay. Questa lascia infatti spazio ai rumori ambientali che ci consentiranno di immergerci maggiormente nel gioco, ma si farà sentire a gran voce nelle scene di intermezzo in cui sottolineerà l’epicità del momento.
Nel nostro cammino avremo modo di incontrare anche dei comprimari che ci assisteranno per parte della storia. Purtroppo però, alcuni di questi non dispongono di una IA all’altezza di Ellie. In alcuni casi infatti, il loro comportamento sarà assolutamente irrealistico, esponendosi al nemico ed andandogli incontro con la torcia accesa facendoci saltare completamente la copertura. Gli scontri sono ripetibili e fortunatamente il gioco è realizzato in modo che questi non siano uguali tra loro. Anche ribadendo più volte lo stesso combattimento non verremo sopraffatti dal senso di frustrazione o di de ja vù indotto. Nessuno scontro sarà infatti uguale al precedente quasi la meccanica di gioco ci voglia costringere a cambiare strategia d’azione.

Il rapporto con Ellie non comincia nel migliore dei modi

Il rapporto con Ellie non comincia nel migliore dei modi

DOVRAI UCCIDERE

Assieme allo scavenging, che servirà non solo per setacciare ogni anfratto del gioco, ma anche per soddisfare la curiosità nell’esplorare tutti gli angoli della mappa e degli edifici multipiano, tutti interamente perlustrabili, anche il crafting coprirà un ruolo fondamentale. Avremo a disposizione una quantità limitata di oggetti che potremo costruire nel corso del gioco come molotov, kit medici, fumogeni, bombe a chiodi ed altri arnesi che ci permetteranno di trasformare ad esempio una semplice mazza da baseball in un corpo contundente molto più letale. Tutti questi elementi sono stati inseriti per marcare ancor di più come il gioco si sviluppi in un mondo violento in cui le scene crude saranno all’ordine del giorno. In tutto questo il ritmo dell’azione è incalzante. Sono pochi i momenti in cui potersi sedere, aprire lo zaino e analizzare attentamente l’intero contenuto. Mantenere le risorse limitate però è solo uno dei tanti modi che il team di ND ha inserito nel gioco per tenere sempre alto il ritmo. Siamo costretti quindi a pensare attentamente ad ogni nostro approccio al nemico per non sprecare munizioni importanti e poter tenere distante la morte che ci attenderà sempre dietro l’angolo. Grazie inoltre a degli integratori potremo aumentare alcune di queste nostre capacità come, ad esempio, l’immancabile barra della vita o l’incremento della distanza d’azione della Modalità Ascolto. Premendo infatti il tasto R2 Joel userà il suo udito straordinariamente acuto come una sorta di visione a raggi X per poter scorgere attraverso i muri la presenza del nemico, che sarà visibile sotto forma di sagoma bianca. Ciò però non sarà sufficiente a garantirci di portare con successo a termine il nostro attacco senza una buona dose di pretattica. Anche a difficoltà normale infatti il gioco è abbastanza ostico. Richiederà quindi un approccio che ben si allontana dai canonici standard a cui siamo stati abituati in questi ultimi anni con i survival horror.
Completando infine una prima volta la storia, si sbloccheranno poi altri livelli decisamente più difficili e dalla difficoltà Sopravvisuto non sarà neanche più possibile attivare la modalità Ascolto.

Il crafting sarà importantissimo per poter proseguire l'avventura

Il crafting sarà importantissimo per poter proseguire l’avventura

DOVRAI SOPRAVVIVERE

Durante tutta l’avventura avremo a che fare con 4 diverse specie di infetti, tutti però molto sensibili al rumore. I primi, i runner, con lievi mutazioni fanno della velocità di movimento il loro punto forte. Questa specie è facilmente aggirabile con dei diversivi utili a non sprecare munizioni preziose per le fasi più concitate. Potremo ad esempio lanciare un mattone per distrarli e prenderli di nascosto alle spalle. Se dovessero afferraci, potremo sempre divincolarci tramite la pressione del tasto quadrato. I secondi, i clicker, con un udito che farebbe invidia al più sofisticato sonar, sono ad uno stadio di mutazione più elevato. Si muovono meno velocemente dei primi ed emettono dei versi che vi faranno accapponare la pelle. Se verrete presi di mira sarete costretti ad affrontarli e ad abbatterli prima che vi raggiungano, perchè se dovessero afferrarvi andrete incontro a morte certa. Con questa specie purtroppo, non c’è via di scampo, per cui cercate di evitare lo scontro diretto ed affrontateli con una buona dose di tattica e azione stealth, oppure utilizzando qualche colpo di arma da fuoco ben assestato in testa. I terzi, gli stalker, si pongono esattamente tra la prima e la seconda mutazione. Sono resistenti quasi come i clicker ma si muovono più velocemente. Il loro modus operandi è quello di nascondersi e colpire in agguato le loro vittime. Infine ci sono i bloater, esseri abnormi che richiedono tutta la vostra capacità elusiva e bravura nell’usare le armi da fuoco. Cercate di non farvi mai trovare a secco di colpi altrimenti la morte sarà la vostra unica via di fuga. Questi esseri lanciano delle spore che a contatto con il terreno esplodono e rilasciano una nube che intacca vistosamente la nostra energia, per cui evitarle sarà cosa buona e giusta. Bombe ottimamente sistemate e colpi ben piazzati saranno i vostri compagni ideali per affrontare questi nemici. C’è da notare come ogni battaglia è stata resa davvero intensa e al cardiopalma. Sono sicuro che arriverete a ricordare ogni singolo scontro con i nemici.
Nel nostro cammino però non avremo a che fare solo con gli infetti ma anche con personaggi non ancora contagiati, i quali ci daranno anche loro del filo da torcere, in quanto organizzati in bande in cui è l’anarchia a fare da padrona e che sono disposti a tutto pur di difendere il loro territorio. Col tempo comunque acquisirete maggiore consapevolezza dell’ambiente che vi circonda e saprete sfruttarlo a dovere per riuscire ad aggirare qualunque nemico alle spalle.
Proseguendo con la storia, osserviamo come in Joel non c’è minimamente la spavalderia di Nathan Drake, bensì l’intero spettro di emozioni umane: la stanchezza, la tensione, il nervosismo, la paura, la solitudine… Tutto il mondo circostante reclama la morte dei due protagonisti e spetterà a noi vender cara la pelle. The Last of Us infatti trasforma le rovine fatiscenti di un mondo precedentemente sano nei monumenti di una guerra incessante. In tutto questo il rapporto che si sviluppa tra Joel ed Ellie mentre combattono per proteggersi l’un l’altro è genuino, basato su emozioni quasi palpabili che vi faranno rimanere ipnotizzati davanti al televisore.

I clicker, lenti ma letali

I clicker, lenti ma letali

MULTIPLAYER, MAI VOLUTO E SEMPRE APPREZZATO

Da qualche anno i ND hanno deciso di inserire il multiplayer nei loro giochi. The Last Of Us non fa eccezione. Seppur realizzato da un team separato, le meccaniche del comparto multiplayer ben si affiancano a quelle del singolo, riprendendo in parte il sistema visto in Uncharted con i classici perk da sbloccare, ma offrendo più scontri corpo a corpo e qualche innovazione nel suo genere.
Non appena avviata la partita, la prima cosa che dovremo fare è scegliere tra una delle 2 fazioni disponibili, Cacciatori o Luci. Rimarremo legati ad ognuna di essa per ben 12 settimane in cui ogni partita che faremo corrisponderà ad un giorno. Ci sono in tutto 7 mappe e le modalità di sfida sono al momento solo due: Caccia ai Rifornimenti e Sopravvissuti. In entrambe le modalità lo scopo sarà quello di accrescere il più possibile la nostra popolazione e cercare di tenere in vita i sopravvissuti. Nella prima si giocherà in 4 per squadra ed avremo a disposizione 15 minuti e 20 vite in tutto per portarla a termine. Potremo raccogliere gli oggetti sparsi per la mappa per creare armi come molotov o bombe a chiodi, raccogliendo poi gli oggetti lasciati cadere dai nemici morti per accrescere le riserve dei rifornimenti della nostra fazione, oppure usarli direttamente sul campo. Le risorse non usate andranno direttamente nella cassaforte del nostro gruppo. E’ molto importante il gioco di squadra per poter portare a termine con successo queste tipologie di partite. Eroi solitari hanno vita breve condannando la maggior parte delle volte il resto della squadra all’inesorabile sconfitta. Viene quindi ripreso il concetto del singleplayer: la cooperazione è tutto, vista anche la scarsità di armi e munizioni che abbiamo a disposizione. Nella modalità Sopravvissuti invece avremo a disposizione una sola vita e le risorse raccolte si perderanno alla fine del round.

Cooperare è tutto

Cooperare è tutto

UN PAESAGGIO VIVO

Sotto il buio, la sporcizia e la desolazione delle lande, sono chiaramente presenti le radici della precedente serie di Uncharted. I Naughty Dog sono stati capaci di domare la PlayStation 3 e mostrare di cosa é realmente capace la console Sony se spremuta a dovere. The Last Of Us deriva dagli alti valori di produzione stabiliti nelle avventure di Nathan Drake mostrando ambienti vari e lussureggianti creati con grande maestria e assolutamente credibili. Ogni minimo aspetto è stato realizzato con cura maniacale. I dettagli traboccano: insegne distrutte, ciuffi d’erba in movimento, piante rampicanti, erbacce dappertutto, negozi a soqquadro, case in rovina e macchine distrutte, ma anche fognature putride, tunnel che cadono a pezzi, negozi di giocattoli desolati e foreste rigogliose con fronde che si muovono in base alla direzione del vento ed il sole che filtra attraverso gli alberi. Il tutto reso in modo magistrale per rendere il mondo davvero vivo, palpitante e perennemente pericoloso. Chi non ha mai giocato a Uncharted 3 rimarrà stupito da tanta magnificenza grafica. Chi invece è un fedele dei ND si renderà comunque conto dell’ulteriore balzo in avanti fatto sul motore grafico, che è stato affinato ancora di più e ci regala colpi d’occhio senza eguali. Non aspettatevi, però, un salto quasi generazionale, come successo da Uncharted ad Uncharted 2, ma i miglioramenti sono percepibili fin dalle prime battute di gioco. Le ambientazioni sono dettagliatissime, l’illuminazione meravigliosa e assolutamente realistica e le animazioni ulteriormente perfezionate. La bellezza grafica del gioco fa si che gli eventi trabocchino di realismo grazie anche a texture di primissimo livello. Tutto ciò che accade a schermo è memorabile e commovente proprio grazie alle ambientazioni così credibili. Boschi, campi, villaggi abbandonati e metropoli in silenzio e fatiscenti. Ogni ambiente è unico e pieno di piccoli dettagli, tra cui anche tutti i collezionabili da raccogliere che troveremo nel corso dell’avventura, come i fumetti per Ellie, le piastrine delle Luci, i manufatti ed i manuali che ci consentiranno di migliorare il crafting degli oggetti e alcune nostre abilità.
Ci sono però delle pecche da far notare come alcuni svarioni dell’intelligenza artificiale dei comprimari, il frame rate non proprio granitico che stenta in qualche occasione a rimanere stabile sui 30fps e alcuni doppiaggi, che in rarissimi casi, sono completamente fuori sincrono. Un plauso al team va invece fatto per aver completamente eliminato i caricamenti tra una scena e l’altra e per avere creato i modelli dei personaggi in modo magistrale, molto dettagliati e ottimamente animati con una mimica facciale assolutamente stupefacente. Anche l’interazione con l’ambiente ed il modo con cui Joel si interfaccerà ad ogni situazione gli capiti davanti è reso estremamente credibile. Nessun tasto da premere per coprirsi dietro una sporgenza. Joel capirà perfettamente l’ambiente che lo circonda e si muoverà di conseguenza con estrema naturalezza e disinvoltura. Tecnicamente parlando siamo forse di fronte al non plus ultra per questa generazione.
I comandi risultano assolutamente intuitivi ma un pò macchinosi. Il cambio dell’arma, se questa non è presente nel menù di scelta rapida, non è dei più veloci ma rientra nel pathos che il gioco vuole trasmettere.
Il doppiaggio in italiano infine, se la cava egregiamente, ma non è comunque all’altezza della versione inglese con il labiale dei personaggi in perfetto sincrono, tuttavia, come già accennato, la musica di accompagnamento ed il sound design sono eccezionali con campionature di altissimo livello, anche se capita che alcune volte l’audio dei dialoghi si senta basso. Problema che non sussiste qualora si usassero le cuffie.

Rimarrete ammaliati dalla bellezza dei paesaggi

Rimarrete ammaliati dalla bellezza dei paesaggi

IL GRAN FINALE 

Data la pletora di giochi sugli zombie rilasciati in questi ultimi anni, sarebbe stato facile entrare nel retorico ed aspettarsi un Uncharted con i non morti. Il team dei Naughty Dog invece, ha preso l’influenza che la migliore letteratura del genere ha da offrire con The Road, The Walking Dead, 28 giorni dopo, Io sono Leggenda e gli elementi di alcuni dei migliori giochi degli ultimi tempi tra cui, ovviamente, anche Uncharted e li ha fusi in qualcosa che, nonostante sappia di familiare, finisce per essere come la somma delle parti. The Last of Us è visivamente accattivante, tecnicamente eccelso, con una sceneggiatura matura, tesa, snervante e brutale. Non è un Uncharted con gli zombie.
The Last Of Us è prima una storia che un videogioco. Va vissuto e non giocato. Il gioco si intreccia perfettamente con una narrazione stellare. Le piccole pecche sull’IA dei co-protagonisti passano in secondo piano grazie ad altri elementi come la narrazione, la storia, l’empatia che nasce tra Joel ed Ellie, il gameplay solido ed un multiplayer che introduce alcune novità nel suo genere. The Last of Us si pone come nuova pietra miliare e di paragone anche per le future produzioni della next gen. E’ roba da Hollywood, con un finale che non verrà dimenticato tanto facilmente. Il team iconico e poliedrico dei Naughty Dog, che ha sfornato giochi che hanno riscritto le regole degli action adventure, si ripete per l’ennesima volta regalandoci il canto del cigno per la PlayStation 3 con questo strepitoso survival horror. Il gioco per cui vale la pena l’acquisto della console Sony. Forse la migliore esclusiva che si possa avere. Un must have per tutti.

Il Buono

  • Narrazione superba
  • Ambienti ricchi ed immersivi
  • Recitazione stellare e sound magnifico
  • Grafica stupenda
  • Ottimo gameplay

Il Cattivo

  • Qualche sbavatura nell'IA
  • Doppiaggio in italiano non all'altezza della versione inglese
  • Multiplayer con ancora poche modalità
9.5

Scritto da: Dario "The Stig" Santoro

Giocatore fin dall'età di 6 anni, amo Final Fantasy e reputo il VII il migliore della serie. Sono un patito della tecnologia a 360 gradi ma ho una debolezza per i prodotti Apple. Amo i videogiochi e non le console. Sono un profondo sostenitore delle giornate da 36 ore e fermamente convinto che "non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi ma diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare".

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet