[expand title=”Open” swaptitle=”Close”][schema type=”review” url=”CoPlaNet.it” name=”To The Moon” rev_name=”To The Moon” rev_body=””Ho sempre pensato che fossero fari…”” author=”Lorenzo “Milos” Milicia” pubdate=”2014-07-18″ user_review=”9.9″ min_review=”0″ max_review=”10″ ][/expand]
“Ho sempre
pensato che fossero fari…”
Prima di cominciare con la recensione vera e propria credo sia assolutamente necessario porre un’ampia premessa al gioco del quale stiamo per parlare. To The Moon ricade nella cosiddetta categoria dei “Visual Novels”, ovvero quei giochi che consistono in un ‘romanzo’ o breve storia raccontata con l’aggiunta di immagini, musica ed eventualmente con la vera e propria possibilità di interagire. Sebbene di norma questi giochi siamo formati quasi esclusivamente da immagini in successione e dialoghi, questo titolo si presenta invece come un RPG 2D vecchio stile, simile a Pokèmon per intenderci. La parte interattiva è dunque presente, ma è comunque semplicissima e non influente, in quanto il vero fulcro del gioco è la storia. Quest’ultima è l’unica cosa che conta in un titolo simile, ma ovviamente per completezza discuteremo, anche se brevemente, di tutti gli aspetti minori.
In To The Moon prenderemo in controllo di del Dr. Neil Watts e della Dr. ssa Eva Rosalene, due specialisti che lavorano per la Sigmund Corporation. Questa azienda ha a disposizione dei macchinari che permettono di estrapolare la memoria di un soggetto per poi modificare i ricordi che la persona ha della sua vita. Questo viene usato per permettere ai moribondi di esaudire un desiderio, in particolare gli anziani che avrebbero voluto fare qualcosa di diverso nel corso della loro vita, per permettere a questi di passare gli ultimi istanti prima di morire felici. In questo gioco il paziente è Johnny, un vecchio signore che è già ormai sul suo letto di morte, incapace di svegliarsi, ma che ha lasciato come suo ultimo desiderio il voler andare sulla Luna. Da qua si sviluppa tutta la trama, che vedrà i due dottori impegnati nello scavare a fondo nella memoria di Johnny, diventando spettatori, ma eventualmente anche attori, della sua particolare vita.
Propongo una climax ascendente per parlare di To The Moon, quindi partiamo dagli aspetti “peggiori”. La parte interattiva consisterà nel dover cercare all’interno dei vari episodi della vita di Johnny cinque sfere, che si troveranno esplorando o interagendo con alcuni oggetti, al fine di poter attivare un memento che ci permetterà di stabilire un collegamento all’interno della memoria del vecchio, e che quindi ci condurrà ad un’altra scena della sua vita. Non ci sono dubbi sul fatto che questo aspetto sia alquanto noioso e ripetitivo, ed è stato aggiunto solo per cercare di dare un poco più di sostanza al gioco e dare un incentivo in più al giocatore per esplorare. Poco rimane da dire su questa parte, se non che per quanto mi riguarda andrebbe semplicemente lasciata lì com’è, senza critiche negative o elogi. La durata complessiva varia dalle 2 alle 3 ore, ma la storia risulta essere completa, non ripetitiva e coinvolgente, dunque la longevità non presenta un contro particolarmente negativo. Una cosa che risulta abbastanza fastidiosa è invece la gestione dei personaggi in se. Per muoversi ed interagire con gli oggetti/persone si possono usare sia mouse che tastiera, ma in entrambi i casi l’esperienza non risulta essere fluida e precisa, anzi spesso ci si imbatte in piante apparentemente innocue che bloccano il percorso o ingressi non visibili. Giocando un po’ si inizia ad abituarsi a queste cose, però possiamo dire che un minimo di attenzione in più avrebbe potuto eliminare questi piccoli fastidiosi inconvenienti.
Bene, ora che abbiamo elencato tutti gli aspetti “negativi” possiamo passare a ciò che rende questo titolo memorabile, eccezionale e degno di prendersi questo voto. La prima cosa è la colonna sonora: questa è senza dubbio una delle migliori in circolazione e può tranquillamente competere con comparti audio di giochi dal budget molto più elevato. Lo strumento principale è il pianoforte, al quale è aggiunto occasionalmente qualche accompagnamento digitale e non, ma il compositore Kan Gao è riuscito a tirare fuori il meglio da questo strumento. Le tracce sono azzeccatissime, alle volte commoventi e che si adattano benissimo alle sezioni di gioco. Una cosa rimane: molto probabilmente vi metterete ad ascoltare i brani di questa colonna sonora anche dopo aver completato il gioco.
Il fiore all’occhiello di To The Moon rimane però incontestabilmente la storia. Degna di essere ricordata per anni a venire, la trama di questo titolo è perfetta: studiata in ogni dettaglio, imprevedibile, originale, profonda e a dir poco commovente. Ma non mancano comunque le scene comiche, delle quali sarà quasi sempre protagonista il Dr. Neil, che spezzano magnificamente le sequenze intermedie tra i momenti più intensi. I personaggi sono completi, con un carattere tutto loro, alcuni dei quali vedremo cambiare con i nostri stessi occhi mentre sveliamo i ricordi di Johnny. Vi sembrerà che il cuore che vi batte nel petto venga strattonato continuamente facendovi provare sensazioni forti e contrastanti, ora non riuscendo a trattenere un sorriso, ora non riuscendo a trattenere una lacrima. Notevole è anche essere riusciti in un’impresa simile con un semplice RPG in due dimensioni, che di per se potrebbe risultare un impedimento nel raggiungere tali livelli di immedesimazione ed empatia.
In conclusione To The Moon è un titolo assolutamente consigliato, ovviamente se vi interessa una bellissima storia e non vi importa niente del gameplay. Colonna sonora e trama vi faranno provare un’esperienza che difficilmente dimenticherete, e che vi farà certamente venire voglia di rigiocare questo titolo per almeno un’altra volta, facendovi comunque scorrere sulla guancia quella piccola lacrima di gioia che sempre accompagnerà il vostro ricordo di questo stupendo gioco.
Il Buono
- Colonna sonora bellissima
- Trama straordinaria e profonda che non tralascia momenti comici
- Le lacrime sono difficili da trattenere
Il Cattivo
- Alcuni dettagli fastidiosi







