Transformers: Rise of the Dark Spark

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[RECENSIONE] Transformers: Rise of the Dark Spark

[schema type=”review” url=”CoPlaNet.it” name=”Transformers: Rise of the Dark Spark” rev_name=”Transformers: Rise of the Dark Spark” rev_body=”Quest’ultimo Transformers non mi ha convinto proprio per niente in quasi la totalità degli aspetti presentati e dei contenuti offerti.” author=”Tommaso “nDrake” Stio” pubdate=”2014-07-20″ user_review=”4.5″ min_review=”0″ max_review=”10″ ]

TRANSFORMERS: The Dark Spark_20140715141459“Da pessimi film derivano pessimi videogiochi”

Chiedo anticipatamente scusa per la ‘triste’ storpiatura, derivante dalla celebre frase dell’Uomo Ragno, che ho deciso di impiegare come titolo per la recensione, ma dovete capire, e capirete leggendo l’articolo, quanto sia stato trascurato e sommario il lavoro di Edge of Reality in questo Transformers: Dark Spark. Forse perché non sono un grande amante dei Tie-in, forse perché si tratta del seguito di due ottimi prodotti, quelli sviluppati da High Moon Studios, tuttavia quest’ultimo Transformers non mi ha convinto proprio per niente in quasi la totalità degli aspetti presentati e dei contenuti offerti.  Ma vediamo nel dettaglio…

Il gioco, come ho già anticipato, non è altro che un Tie-in dell’ultima fatica cinematografica di Michael Bay, Transformers 4, le cui bontà e qualità sono oltremodo discutibili. Passiamo per un attimo sopra ad una trama scialba, che non riesce a spiccare in quasi nessun frangente e ad un inizio, con tanto di cut-scene tra le più brutte e meno ispirate mai viste. Concentriamoci dunque sull’aspetto puramente tecnico: l’intera esperienza di gioco sarà colma di problemi, più o meno evidenti, come bug o glitch; in aggiunta abbiamo dei comandi, non proprio ben studiati, che renderanno difficoltoso l’utilizzo di tutte le funzionalità dei nostri Robot. Tuttavia durante gli scontri, realizzati con animazioni ripetitive e al limite della credibilità, la vittoria sarà facilmente ottenibile con la ripetuta pressione di uno stesso tasto, nella maggior parte dei casi, con un attacco in mischia. Ad imbruttire ancora di più il prodotto finale, ci pensa un’IA nemica ridicola, priva di alcun senso tattico o strategico, che potrà facilmente essere aggirata, in quanto i nemici concentreranno la loro attenzione e il loro fuoco unicamente verso la nostra ultima posizione. Per non parlare della fisica, che riproduce dei crolli strutturali come una trasformazione da massi di grandi dimensioni a ghiaia nel giro di un secondo. Tuttavia non c’è limite al peggio, infatti, nonostante il nostro test si sia svolto su PS4, anche in questa versione saranno presenti texture sommarie, ripetute, ed in alcuni casi, degne di una PlayStation 2. Particolare attenzione all’acqua che sembra un telo di cotone azzurro o alla lava che sembra, ad essere buoni, spremuta di arance rosse.

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Potete notare un esempio della realizzazione dello sfondo e dell’acqua.

Tra le varie intuizioni geniali che hanno accompagnato lo sviluppo di questo titolo, vi devo segnalare la strabiliante idea di eliminare il multiplayer online competitivo, già presente nei capitoli precedenti, in virtù di una sola modalità, la consueta Escalation, ovvero una mediocre cooperativa online già presente nel precedente e riproposta senza alcuna novità. Tra i “contro” del gioco ho parlato di PvE (Player versus Enviroment), che vi prego di intendere in senso lato, ovvero unicamente rivolto al single player: intendo quindi dire che è del tutto assente un reale e tangibile miglioramento del nostro personaggio, legato solamente allo sblocco di nuove armi primarie o secondarie che siano, ma che nella realtà dell’esperienza si riduce ad una questione di gusto, nella scelta tra automatiche o semiautomatiche oppure di estetica, ad esempio nell’utilizzo di strabilianti fucili fantascientifici. Nonostante gli equipaggiamenti sia tutti tecnicamente molto simili, ne avremo a disposizione un buon numero ed abbastanza vario tra loro, tra più ispirati e ben realizzati e non, il nostro arsenale ci permetterà un’ampia scelta. Come ho anticipato all’inizio della recensione, la trama insieme alle cut-scene è più che dimenticabile ed appare in alcuni punti abbastanza trascurata per le brevi e concise spiegazioni con le quali iniziano gran parte dei 14 capitoli in cui è suddivisa la storia.

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Schermata riassuntiva per le modifiche al nostro Autobot.

 

Insomma, lo studio Edge of Reality non è stato in grado di sfruttare l’ottima licenza Transformers, forse perché troppo legati all’opera cinematografica oppure per le poche risorse disponibili in termini, ad esempio, di tempo; tuttavia gli sforzi hanno dato vita ad un videogioco mediocre sotto alcuni punti di vista e terribile, imbarazzante per quanto concerne l’aspetto tecnico e di ‘bug fixing’. La colpa va al team di sviluppo per quest’ultimo aspetto, alla produzione per l’ostinazione nel voler realizzare a tutti i costi un Tie-in, in modo da sfruttare la pubblicità derivante dalle sale cinematografiche: in fondo si sa, “da pessimi film derivano pessimi videogiochi”.

Il Buono

  • Equipaggiamento abbastanza vario
  • Narrazione in alcuni punti piacevole

Il Cattivo

  • Multiplayer solo in co-op
  • Tecnicamente imbarazzante
  • PvE praticamente insignificante
4.5

Scritto da: Tommaso "nDrake" Stio

Questo esemplare di nerd si muove, fin da quando possiede memoria nel campo dei videogiochi. Trascorre molte ore giocando qualunque tipo di videogame, dai Free To Play ai titoli tripla-A. Ha da sempre un debole per Nintendo, per i suoi memorabili personaggi ed ultimamente sta imparando ad apprezzare gli indie game. È impegnato in una forte campagna di sensibilizzazione contro chi incolpa i videogiochi di essere responsabili di ogni violenza.

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