Until Dawn: Rush of Blood

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[RECENSIONE] Until Dawn: Rush of Blood

until-dawn-rush-of-blood-logoUntil Dawn è stata una delle più grandi sorprese del 2015. L’idea di un horror con diverse diramazioni nella storia, ispirato a classici film quali “Scream” e ”Venerdì 13” ha decisamente convinto giocatori e critica e un seguito, diretto o non, era in qualche modo da aspettarselo. Quello che però in molti non avevano previsto era uno spin off per la realtà virtuale, sotto forma di sparatutto su binari, ambientato su una sorta di ottovolante… una premessa che sembra vere poco a che spartire con il capitolo originale e il suo focus sull’esplorazione.

 

Perché? Beh, per qualche motivo vi trovate a una inquietante fiera, legati a una carrozza, costretti a stare su una giostra che, se inizialmente sembrerà ciò che vi aspettereste da un’attrazione simile, finirà ben presto per avere connotazioni sempre più disturbanti, per diventare poi una vera e propria discesa all’inferno. Fortunatamente, rispetto al Until Dawn originale, avrete la possibilità di rispondere con il fuoco alle minacce dei vari clown, ragni e mostri che vi si pareranno davanti.

 

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Il gioco presenta due sistemi di controllo, a seconda della disponibilità con un singolo DualShock 4 o due Playstation Move. Il vostro alter ego avrà due armi da fuoco, una cosa che favorisce enormemente il controllo tramite Move, grazie alla possibilità di mirarli indipendentemente l’uno dall’altro. Con il DualShock 4 vi ritroverete a controllarle si entrambe, ma con un mirino unico, cosa che rovina ulteriormente la sensazione di presenza. Ovviamente il gioco è stato pensato per essere giocato con i Move ed è fortemente consigliato farlo, dato che poter puntare allo schermo e sparare vi renderà realmente al centro dell’azione, ma comunqe la possibilità di vivere l’intera esperienza anche senza i controller di movimento è apprezzabile.

 

A prescindere dal sistema di controllo, l’avventura procederà in modo identico, attraverso 7 diversi livelli. Ogni livello avrà il suo tema distintivo, anche se ci saranno comunque elementi di fondo comuni a tutti. Rush of Blood è completabile in meno di un paio d’ore, anche se probabilmente saranno in pochi ad avere lo stomaco di completarlo in una sola volta. Questo non unicamente a causa del motion sickness (che può colpire in sessioni prolungate), ma anche per la tensione abbastanza alta della quale i vari stage saranno pregni. Questo comunque si sposa bene con la natura della piattaforma, che sembra più adatta per il momento a brevi sezioni cariche di tensione più che agli schemi classici a cui i giochi ci hanno abituato.

 

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Until Dawn: Rush of Blood ricalca abbastanza bene alcune delle tematiche del titolo originale, riuscendo a spaventare anche attraverso l’uso di elementi e immagini abbastanza classici. Il tipo di paura che proverete (e lo farete) è dovuto ai classici “jump scares”, elementi che vi cogliereanno di sorpresa, facendovi letteralmente balzare dalla sedia. Questo è sicuramente d’effetto la prima volta, ma essendo sezioni scriptate, saranno di poco effetto le volte successive, rovinando di molto la rigiocabilità per il semplice piacere di farlo. Ci sono motivi per ripetere i livelli, ma sono da ritrovarsi più nello scalare le leaderboard e scoprire alcuni percorsi alternativi che nel godimento finale.

 

Until Dawn: Rush of Blood è sicuramente un successo come titolo di lancio per questa nuova piattaforma. Sappiamo già che VR e horror si sposano alla perfezione, ma uno shooter su binari così carico di tensione è possibile unicamente sfruttando le caratteristiche dei visori attuali. I Supermassive Games sono riusciti a creare un prodotto che sfrutta bene le caratteristiche della nuova tecnologia, riuscendo a divertire e, allo stesso tempo, spaventare, tirando fuori qualcosa di totalmente unico. Alla fine dei conti, anche giocato con il DualShock 4 rimane parecchio godibile e, nonostante la mancanza di un vero e proprio multiplayer, si rivela piacevolissimo anche giocato a turno con gli amici. Il vero neo di questa esperienza è la lunghezza, che è sinceramente deludente per il prezzo a cui è venduto, difetto riscontrabile in tanti altri titoli di lancio. Resta però l’unico su quella che è, altrimenti, un’esperienza decisamente consigliata.

 

Stress VR: Medio
Effetto VR: Medio-Alto

 

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Spaventosamente divertente
  • Classifiche per ogni livello
  • Ottimo uso di move e visore

Il Cattivo

  • Un po’ scontato dopo la prima run
  • Corto in modo deludente
7

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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