Watch Dogs Legion

Da il il Recensioni, 6 più

[RECENSIONE] Watch Dogs Legion

Watch Dogs è un po’ un figlio minore di casa Ubisoft. Accostato a giganti quali Assassin’s Creed e Far Cry, la serie sembra in qualche modo non essere mai riuscita a decollare del tutto, se non nell’immaginario dei giocatori, almeno per le severe penne della critica. Dopo un primo capitolo vittima della propria ambizione e un secondo ben accolto ma con meno personalità, ne arriva un terzo a fungere da sorta di reboot, con l’obiettivo di cambiare le carte in tavola e proporre una visione diversa della stessa idea di fondo. Un esperimento che, in quanto tale, non prende un numero dopo il nome, ma una parola, quasi come se fosse uno spin-off.

Legion vede nuovamente una squadra di hacker intenta a liberare una città, ma questa volta le differenze sono rilevanti. Si passa dall’avere un protagonista con nome e caratteristiche definite a una squadra perennemente espandibile di personaggi generati casualmente. Ma soprattutto, si vola oltreoceano per liberare questa volta una capitale Europea quale Londra. Cambiamenti consistenti.

La storia inizia nel pieno dell’azione. Una missione di infiltrazione, la scoperta di un piano di sabotaggio ad opera di un’organizzazione sovversiva e il fallimento nel fermarvi. Tutto d’un tratto, l’intera città è convinta che voi siate responsabili. I buoni perdono, i cattivi vincono. Organizzazioni paramilitari o di carattere criminale prendono possesso di Londra e riducono DeadSec a un morente ricordo, con buona parte dei suoi membri morti o dispersi. Ahia.

L’idea di Legion è proprio quella di ricostruire una rete di resistenza per opporsi ai tiranni al potere e, poco a poco, liberare la città. Per farlo, dovrete recrutare nuovi alleati. E questi nuovi alleati sono tutti intorno a voi, vivendo le loro vite a Londra. Che si tratti di un muratore, di un banchiere o di una modella straniera, poco importa. Ciò che conta è l’attitudine.

Le reclute, i cittadini di Londra, sono caratterizzati in generale abbastanza bene, ognuno con le proprie abilità e tratti per distinguerli dagli altri. Non si tratta di manichini muti, ognuno ha la propria voce e i suoi modi di fare e, nonostante i dialoghi delle cutscenes siano gli stessi, è interessante vedere come ognuno di questi li interpreti in modo diverso. Un lavoro mastodontico  e ben riuscito per lo studio Ubisoft.

Il resto del cast è composto dai membri originali di DeadSec, non casuali, con i quali interagirete per buona parte del tempo soltanto via voce. Tra queste spicca Bagley, un’intelligenza artificiale perfettamente addestrata nella fine arte del sarcasmo. Più che spiccare, Bagley è probabilmente l’unica entità del gioco ad essere caratterizzata in un mood non facile da dimenticare automaticamente una volta visti i titoli di coda. Ma questo è di secondaria importanza.

Il vostro team sarà espandibile, ma i membri non hanno modo di migliorare o cambiare le proprie abilità, rendendo per forza di cose alcuni di loro migliori degli altri. Nonostante sia possibile sbloccare equipaggiamento e abilità, queste saranno sempre condivise tra i vari PG. Questa flessibilità è comoda nel momento in cui è necessario passare velocemente da un banchiere di origini spagnole esperto nel corpo a corpo a una barista con i capelli colorati con eccellenti abilità da hacker, ma inizialmente gli incentivi a cambiare da uno all’altro saranno pochi. Per vedere quanto di buono ha da offrire Legion da questo punto di vista, avrete bisogno di investire il tempo nel reclutamento di nuovi membri.

E facendo ciò, la differenza è notevole. Cercando, sarà possibile prendere possesso di unità con poteri e abilità speciali in grado di fornire nuovi approcci alle missioni. Un agente in grado di infiltare una stazione di polizia senza dare nell’occhio, un apicoltore in grado di inviare sciami di api contro le guardie, autisti in possesso di bolidi fiammanti e con la capacità innata di non farsi scoprire dai droni nemici che infestano la città sono alcune delle opzioni possibili. Le combinazioni sono virtualmente infinite.

Come detto, lo scopo dell’avventura sarà quello di liberare Londra tramite diverse missioni e… questo è purtroppo la nota più dolente dell’intero pacchetto. Le missioni di Legion hanno davvero poco da dire in termini di varietà. La stragrande maggioranza di queste vi vedranno raggiungere un luogo, esaminare qualcosa, infiltrare qualche costruzione, utilizzare le vostre skills da hacker per farvi strada e probabilmente finire in uno scontro a fuoco. Complice un gameplay abbastanza monotono anche per un’open world, basterà davvero poco per vedere tutto ciò che questo prodotto ha da offrire ed è davvero un peccato vista l’ambientazione unica per il genere.

Di sottomissioni ce ne sono poche e sono spesso in tutto e per tutto simili alle già non entusiasmanti missioni principali. Molte delle attività secondarie sono relative al reclutamento di altri PG e non so quanto al giocatore medio vada di avere una squadra formata da decine di persone da usare unicamente nel caso in cui quelli buoni sono o ricoverati o rapiti/arrestati (o persino morti, attivando la modalità permdeath).

E forse se almeno la storia fosse interessante, alcuni aspetti sarebbero perdonabili, ma non è il caso. O meglio, di materiale interessante ce n’è, ma il modo in cui è raccontata e i personaggi eccessivamente stereotipati, quando non del tutto anonimi, non aiutano di certo ad apprezzarla.

L’eccessivo ripetersi dell’azione è inevitabile in un open world, ma Ubisoft è famosa per saper offrire un gameplay loop attraente che spinge i giocatori a tornare. Basti pensare a titoli quali Far Cry o Assassin’s Creed, dove nonostante la tipologia di cose da fare sia limitata, la struttura ad aree da liberare e il progresso rende anche quella monotonia godibile.

Nulla di questo è presente in Watch Dogs Legion, purtroppo. Quel gameplay loop non esiste. Le missioni vi faranno costantemente muovere tra i quartieri della città in modo abbastanza confusionario, forse a causa delle dimensioni limitate rispetto a un open world moderno.

Stesso discorso per i controlli. Tutto sembra non avere peso, che si tratti di personaggi, gadget o veicoli. Gli scontri a fuoco mancano di impatto e, complice un’intelligenza artificiale dei nemici PESSIMA, conviene semplicemente utilizzare le vostre abilità stealth per completare le missioni in modo più veloce e non dover subirsi ondate su ondate di nemici stupidi a rallentarvi.

Watch Dogs Legion sembra essere un sandbox atipico che lascia a voi il compito di trovare il divertimento e questo non funziona per il sottoscritto. Per quanto sia chiaro il lavoro enorme fatto dai team di Ubisoft Toronto, il prodotto finale finisce per essere un pacchetto incoerente e poco interessante, soprattutto venendo fuori da una casa che di quel genere ne ha fatto una fortuna. Se l’idea di un sandbox che offrei un numero infinito di personaggi da controllare vi attrae, vale la pena dargli un’occhiata, prodotti simili in giro ce ne sono pochi. Se ciò che volete è un open world in cui immergervi, il mercato ha moltissimo di meglio da offrire.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Buona realizzazione virtuale di Londra
  • Un numero di personaggi infiniti da controllare

Il Cattivo

  • Intelligenza artificiale terribile
  • Gameplay anonimo
  • Storia blanda
6.5

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso


Notice: compact(): Undefined variable: limits in /home/coplanet/public_html/wp-includes/class-wp-comment-query.php on line 853

Notice: compact(): Undefined variable: groupby in /home/coplanet/public_html/wp-includes/class-wp-comment-query.php on line 853

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet