Mortal Kombat 11, tra tradizione e innovazione

Solita solida struttura e piccole ma interessanti migliorie

E siamo a 11. 11 come i capitoli della saga di Mortal Kombat, un evergreen per tutti gli appassionati dei videogiochi che fanno del genere picchiaduro il loro mantra. Se nel lontano 1992 la “creatura” di Ed Boon segnò un’epoca, rivaleggiando e superando in termini di gradimento un mostro sacro come Street Fighter, oggi non è certo da meno, considerando che PlayStation 4, Xbox One, Microsoft Windows e Nintendo Switch hanno accolto con grandissima gioia nel 2019 l’ultimo prodotto di casa NetherRealm Studios. Mortal Kombat 11, questo ovviamente il suo nome, anche a 2 anni di distanza dalla sua commercializzazione è un capolavoro, essendo un concentrato di tradizione e innovazione. Per quanto riguarda la tradizione MK 11 ripropone nel suo roster personaggi a dir poco iconici, tra cui Scorpion e Sub-Zero, e rinnova le classiche Fatality, mosse finali che, come tutti sanno, “disintegrano” l’avversario di turno con tanta crudeltà (e con tanta fantasia). Non solo, vengono rispolverate le Brutality, che erano presenti in Ultimate Mortal Kombat 3, e le Mercy, che molti ricorderanno se hanno giocato almeno una volta a Mortal Kombat 3. Non da ultimo, la sfida tra lottatori come al solito dura l’arco temporale di due incontri, o di tre nel caso di un pareggio, all’interno di arene interattive, che possono essere il palcoscenico ideale per realizzare altre devastanti mosse finali. Ma non c’è solo la tradizione, perché MK11 ha deciso di aggiungere anche piccole ma interessanti migliorie, in grado di dare nuova linfa vitale a una saga che rimarrà sulla cresta dell’onda anche nei prossimi anni a venire.

Krushing Blows e non solo

Per quanto riguarda invece le novità, o, meglio, gli aspetti che fanno di Mortal Kombat 11 un titolo innovativo, almeno rispetto ai precedenti capitoli della fortunatissima saga di Ed Boon, non possiamo non menzionare le Krushing Blows, che provocano danni così gravi agli avversari da rendere ogni incontro più veloce e soprattutto più sanguinario rispetto al passato. Oltre a loro ci sono le Fatal Blow, che possono essere eseguite quando il livello di salute del nemico scende al di sotto del 30%. Non solo, le stesse mosse primarie di ogni personaggio sono state finalmente bilanciate a livello di esecuzione e velocità, in modo da esaltare ancora di più la bravura di quel player che per avere la meglio non avrà certo bisogno di scegliere per forza di cose un peso da novanta come Cetrion! Questo player, insieme ai suoi colleghi provenienti da tutto il mondo, oltre a vincere round su round scommettiamo avrà sempre desiderato partecipare ai più importanti tornei di e-Sports che hanno per protagonista proprio il bellissimo Mortal Kombat 11, e oggi potrà farlo, perché questi tornei sono aperti davvero a tutti, non essendo per forza a squadre. Piccola parentesi: ovviamente gli e-Sports, comunemente conosciuti in italiano come sport elettronici, impiegano anche altri titoli per mettere alla prova i videogiocatori, non solo il picchiaduro più bello che ci sia, e attività che hanno a che fare con il videogaming. Insomma, il divertimento di ultima generazione è assicurato, perché i campioni con il joypad in mano pronti a mettersi in mostra non mancano di certo! Chiusa questa importante parentesi, ricordiamo che in MK 11 sono presenti i Time Krystals, oggetti che permettono di acquistare equipaggiamenti, skin e tanto altro ancora. Se non è innovazione questa, cosa altro potrà mai esserlo?

L’importanza dei DLC

Non saranno un’innovazione del 2019, ma è bene sottolineare come ancora una volta i contenuti scaricabili, o DLC, anche in Mortal Kombat 11 fanno tutta la differenza del mondo, allungandone di fatto la giocabilità. Il poter acquistare personaggi aggiuntivi, tra cui Shang Tsung, Nightwolf, Terminator T-800, Sindel, Il Joker e Spawn, è il modo migliore per avere a disposizione un titolo che sia il più possibile completo. Quando un roster combattenti si amplia così tanto da raggiungere la quarantina di personaggi giocabili, come nel caso dell’ultimo capolavoro di Ed Boon, forse parlare di innovazione non è poi così sbagliato, non trovate anche voi?

 

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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