The Order: 1886: dalla GDC nuovi dettagli sull’impressionante motore grafico

Durante la GDC 2014 è stato tenuto un interessante panel sull’esclusiva per PlayStation 4, The Order: 1886. I programmatori grafici Matt Pettineo e David Neubelt hanno discusso sul “Next-Gen Material Pipeline” creato appositamente per questo gioco. The Order: 1886 inizia il suo sviluppo nel lontano 2011 in cui solo 2 programmatori erano adibiti al comparto grafico. Ora il team è composto da oltre 100 persone ed i graphics programmers sono arrivati a ben 5. Un numero considerevole se paragonato ai maggiori titoli tripla A.

L’ultima versione mostrata del engine grafico era compatibile con le DirectX 11 ma malgrado questo sfruttava tutte le features inserite nelle nuove API presentate da Microsoft qualche giorno fa più la così chiamata “PS4 Secret Sauce™”. Nome alquanto bizzarro ma di sicuro effetto. Durante la conferenza è stato fatto vedere come la memoria di sistema della console venisse allocata:

  • 2 GB textures budget
  • 128 MiB sound budget
  • 700 MiB level geometry
  • 600 MiB character textures
  • 250 MiB global textures (FX, UI, light maps, etc..) – Even characters have lightmap data
  • 700 MiB animation

MiB non sta per Men in Black ma Mebibyte, che è simile al Megabyte. Senza scendere troppo nei dettagli con termini tecnici incomprensibili per molti basta che sappiate che grazie a questa configurazione, ancora work in progress, si è giunti alla grafica del gioco (in-game) mostrata nel gameplay di qualche mese fa e che vi riproponiamo in calce. Per chi volesse studiare a fondo i vari dati è stato reso pubblico il file contenente tutte le slides mostrate all’evento in cui è presente anche una ricca galleria di immagini.

Scritto da: Dario "The Stig" Santoro

Giocatore fin dall'età di 6 anni, amo Final Fantasy e reputo il VII il migliore della serie. Sono un patito della tecnologia a 360 gradi ma ho una debolezza per i prodotti Apple. Amo i videogiochi e non le console. Sono un profondo sostenitore delle giornate da 36 ore e fermamente convinto che "non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi ma diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare".

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