“Questo è un grande cambiamento, i consumatori non sempre amano il cambiamento e c’è molto che dobbiamo insegnargli per far si che posano capire.” Con questo modo estremamente diplomatico Yusuf Mehdi, Xbox Chief Marketing and Strategy Officer di Microsoft espone il modo di vedere dell’azienda. Gli utenti di tutto il mondo hanno espresso il loro disappunto su questi cambiamenti e la MS ha lasciato vincere la sfida all’E3 alla Sony senza che questa facesse praticamente nulla.
“Il team MS era pronto a questa reazione e si sta prodigando per cercare di fare qualcosa di abbastanza grande in termini di evoluzione dell’industria del gaming e del mondo digitale. Crediamo che il mondo digitale sia il futuro e digitale è meglio.” ha dichiarato. Tra le tante restrizioni della società quella di cui ha discusso Mehdi è stata quella della condivisione dei contenuti tra i membri della famiglia. Fin dal suo annuncio tale componente ha suscitato grande confusione ma ora che l’E3 è praticamente finito si può fare luce sulla quesitone. La limitazione di cui si parla è quella di poter condividere con un massimo di 10 utenti il nostro intero parco titoli presenti su console purché questi facciano parte della lista “membri della famiglia”. Con tale appellativo si vuole solo indicare le 10 persone con cui voler condividere i giochi. Non c’è la necessità di alcun legame di parentela. Sarà possibile “prestare” i nostri giochi a coloro i quali rientreranno in questa lista la cui gestione deve essere però ancora chiarita. La sola limitazione al momento resa nota è che una sola persona per volta potrà giocare il gioco condiviso.
Per il resto la lista può contenere un amico che vive a 3000 km di distanza o anche il nostro dirimpettaio. Mehdi ha poi proseguito il suo discorso cercando di motivare la politica dell’azienda che ha cercato di bilanciare le esigenze dei suoi 4 principali “costituenti” ovvero il consumatore (“che viene prima di tutto“, ha dichiarato), i publisher, i rivenditori e la MS stessa. “All’interno di questo abbiamo cercato di ottimizzare il tutto e penso che abbiamo trovato il giusto compromesso. Vogliamo che tutti si sentano soddisfatti a partire dagli utenti.“
Mehdi ha concluso il discorso motivando i 100 euro in più sul prezzo che andrebbero divisi tra la struttura Azure per il cloud computing e i servizi come Skype o la TV.”Vogliamo che la nostra offerta sia differenziata rispetto agli altri. E ‘il valore in così tante aree che non si trova nei sistemi concorrenti… Questa è una cosa che ogni consumatore sceglierà… e, infine, i consumatori decideranno cosa è meglio. E’ un grande mercato.“





