Mike Cerny elogia l’architettura custom della PlayStation 4

Il progettista della PlayStation 4 Mark Cerny in una recente intervista a VG247 ha voluto complimentarsi con se stesso e con il suo team per l’ottimo lavoro svolto sulla nuova console etichettata nella categoria “super-charged PC architecture”. L’aver fuso tra loro elementi PC e da console ed aver creato così un “custom hardware di pregevole fattura” fa si che gli sviluppatori possano concentrarsi fin da subito con i loro giochi e spremere a dovere ogni bit disponibile senza dover prima fare un rodaggio per testare le potenzialità che hanno a disposizione. 

Parlando con Dave Owen ad un recente evento recente Cerny ha sottolineato che la PS4 è stata progettata per offrire a tutti gli sviluppatori – che si tratti di una piccola indie o di una “tripla centrale elettrica” – la flessibilità e lo spazio necessari per creare esperienze tecnicamente soddisfacenti. L’architettura user friendly unita a componenti custom permettono quindi ai vari producer di raggiungere il pieno regime fin da subito e di sfruttare inoltre tutta la potenza a disposizione.

Volevamo che i product designer si concentrassero fin da subito sui loro giochi piuttosto che doversi preoccupare dei problemi hardware. Allo stesso tempo abbiamo dovuto bilanciare tante features che si potranno usare nel corso degli anni.

Tale personalizzazione consentirà alla PS4 di espandersi con nuove capacità che le permetteranno di andare avanti per tutto il ciclo successivo ma, considerando che l’architettura di base rimarrà la stessa per molti anni, gli sviluppatori avranno molto tempo per prender dimestichezza e familiarizzare con l’hardware e lentamente imparare a fin dove potranno spingersi. 

Gli sviluppatori hanno davvero la possibilità di studiare l’architettura perché non cambierà per molti anni. Possono imparare i segreti e ottenere progressivamente migliori prestazioni. La console rappresentano una piattaforma stabile. Questo è molto importante perché alcuni sviluppatori hanno bisogno anche di cinque anni per creare un gioco. Il fatto che nel corso di tale periodo l’hardware non cambia permette loro di creare titoli che altrimenti non potrebbero esistere

 

Scritto da: Dario "The Stig" Santoro

Giocatore fin dall'età di 6 anni, amo Final Fantasy e reputo il VII il migliore della serie. Sono un patito della tecnologia a 360 gradi ma ho una debolezza per i prodotti Apple. Amo i videogiochi e non le console. Sono un profondo sostenitore delle giornate da 36 ore e fermamente convinto che "non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi ma diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare".

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