Let’s Play – DIDATTICA E VIDEOGIOCHI: COME IMPARARE GIOCANDO

Imparare matematica e inglese attraverso un videogioco? Si può fare! Con questo espediente, nel West Nottinghamshire College, 1.500 ragazzi di età superiore ai 16 anni hanno riscosso, nei test di fine anno, una percentuale di successo del 94% rispetto al 22% della media nazionale1. D’altronde, che i videogiochi siano ormai diventati un medium culturale evoluto è un dato di fatto. Un videogioco, infatti, non è solo un passatempo ma anche un linguaggio, un approccio cognitivo.

 

Numerosi studi2 orami riconoscono il contributo dei videogiochi in ambito formativo, in particolare, quello condotto dall’Università di Oxford e pubblicato sulla rivista Pediatrics ha dimostrato come i bambini che giocano ai videogames senza eccedere (fino a un’ora al giorno) appaiano più abili nelle interazioni sociali e a livello empatico. A differenza di media più tradizionali, come per esempio la televisione, i videogiochi permettono di esercitare un controllo diretto sulla storia e sui personaggi e richiedono una partecipazione attiva fatta di scambi stimolo-risposta, di scelte da dover prendere, ma anche di risoluzioni di problemi.

 

Un concetto, quello dell’insegnamento tramite il gioco che, grazie all’evoluzione della tecnologia, ha permesso di offrire nuovi scenari all’intero del sistema educativo introducendo un nuovo metodo di apprendimento che porta, sin dalla giovanissima età, a trovarsi più preparati ad affrontare il mondo.

 

Sono, infatti, numerosi i giochi e le applicazioni che. attraverso il gioco e con il supporto di esperti e professionisti dell’educazione, permettono di imparare e di apprendere abilità trasversali eccone alcuni esempi:

 

 

  1. I PIU’ PICCOLI

Che siano su pc, console o tablet, la caratteristica principale dei giochi per i più piccoli è quella di migliorare la coordinazione oculo-manuale, la visualizzazione spaziale, i tempi di reazione e di facilitare l’apprendimento del lessico e non solo. Tutti i giochi, infatti, sono realizzati per favorire l’apprendimento di una “materia” specifica: alcuni insegnano a contare, altri a distinguere i colori o a sviluppare la memoria, a digitare sulla tastiera favorendo l’uso, sin dalla tenera età, dei dispositivi elettronici che li accompagneranno per tutta la vita. Un esempio recente è quello delle app a “puntate” dell’italiana Mash & Co., 5 veri e propri “mini giochi” in cui i più piccoli possono imparare i colori, le parole e molto altro.

 

  1. GLI ADOLESCENTI

Il videogioco è anche un mezzo per rendere appetibile a un adolescente lo studio di una materia particolarmente ostica o noiosa. Questo è il caso di alcuni “giochi” che, attraverso l’interattività, hanno permesso di aggirare l’ostacolo di un apprendimento passivo grazie alla forte componente immersiva. Sono di recente pubblicazione Valiant Hearts: The Great War o This War of Mine, due esempi su tutti di videogiochi “storici” che ripercorrono le fasi più calde della prima guerra mondiale o dell’assedio di Sarajevo e che, tramite l’immedesimazione con uno dei personaggi, permettono di rivivere alcuni dei momenti più bui della storia contemporanea. Esistono, inoltre, puzzle games, come The Witness o la saga del Professor Layton, particolarmente elaborati, che usano l’escamotage del “rompicapo” per aiutare sviluppare la logica e il ragionamento deduttivo matematico. O ancora videogiochi solo in lingua straniera che favoriscono l’ascolto e l’apprendimento dell’inglese.

 

  1. IL MONDO DEL LAVORO

Dalle modalità di selezione del personale alle esercitazioni per muoversi a zero gravità, i game con finalità educative non riguardano solo bambini e adolescenti ma coinvolgono anche il mondo del lavoro e attingono principalmente ai giochi basati sulla simulazione. Esistono aziende che identificano il candidato ideale per una posizione lavorativa proponendo dei veri e propri giochi di ruolo durante i quali vengono valutati i comportamenti individuali, la capacità di relazionarsi con altre presone anche in contesti stressanti, o l’abilità a farsi valere e proporre le proprie idee. Una pratica, quella del gioco, conosciuta anche dai professionisti. Qualche esempio? Come parte degli allenamenti preparatori, i piloti di corse usano simulatori di guida per potersi approcciare al tracciato conoscendone le caratteristiche prima ancora di essere fisicamente sulla pista. Ne esistono di incredibilmente realistici come Assetto Corsa o Forza Motorsport.

 

Scritto da: Andrea "lordfener91" Dugoni

Laureato in Economia Europea, scrive News e Recensioni per passione e videogioca nei pochi momenti liberi. E’ un grandissimo amante del franchise di Star Wars (soprattutto di tutto ciò che riguarda l'Universo Espanso, Canon o Legends che sia) e si chiede se un giorno riuscirà mai a finire di leggere tutti gli innumerevoli romanzi e fumetti ambientati "tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana" usciti dagli anni ’70 ad oggi. Stalkeratelo sull'Internet: @lordfener91

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