DRIVECLUB VR

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[RECENSIONE] DriveClub VR

driveclub-vr-3Il genere racing è, a detta di molti, uno di quelli che più si presta alla realtà virtuale. Per questo motivo l’annuncio di Driveclub VR insieme al Playstation VR è stato accolto molto positivamente. E lo ammetto, l’idea di avere un uno dei migliori racer per PS4 come titolo di lancio per la periferica è rimbombato per mesi nella mia testa come motivo per saltare di netto nel futuro (presente) virtuale ideato da Sony. Siamo di fronte alla prima killer application per l’HMD della casa giapponese?

Di Driveclub in molti ricordano la terribile performance iniziale. Dopo svariati ritardi e un’uscita travagliata che hanno trovato epilogo nella chiusura dell’Evolution Studio da parte di Sony, il gioco è riuscito a reinventarsi, diventando un prodotto notevole con un gameplay e una grafica eccellenti, in grado di mostrare ancora una volta la potenza del marchiio Playstation. Presentato inizialmente come una sorta di Tech Demo per Project Morpheus (ciò che sarebbe poi diventato Playstation VR), Driveclub VR non è il gioco originale del 2014 ma non è neppure un seguito. Contiene tutti i contenuti del gioco base + season pass, con qualche cambiamento qui e lì per renderlo fruibile nella realtà vrituale. Il framerate passa da 30 a 120 (60 di base, con la riproiezione a duplicarlo) ma la grafica subisce un duro colpo (dimenticatevi i meravigliosi effetti di luce e la pulizia) e il numero di auto in pista scende a 8. Compromessi di cui conoscevano già l’esistenza, ma che si fanno vedere.

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Togliamoci il canonico sassolino dalla scarpa: Driveclub VR è lontano, lontanissimo dalla meraviglia grafica della sua versione 2D del 2014 e sembra essere una demo dei limiti del Playstation VR. E dare la colpa alla periferica sarebbe facile se non fosse che altri giochi dimostrano chiaramente che non è così. Non è orribile, non è come trovarsi a guidare le auto di gran turismo per PSone nel 2016, ma non sembra neppure di essere nella generazione attuale. Tralasciando la forte presenza di scalettature in giro, non sono le auto a creare problemi: queste sono realizzate egregiamente, sia dentro che fuori. La prima volta che vi siederete dietro al volante e regolerete lo schienale vi sentirete davvero nella vettura. Se poi avrete la fortuna di possedere un volante compatibile, sarete realmente pronti a dimenticarvi di essere nella realtà virtuale grazie al movimento perfettamente sincronizzato dentro e fuori il visore. Purtroppo però, la realtà verrà a bussare bruscamente ai vostri occhi una volta che proverete a guardare più in la, oltre il parabrezza.

Se i primi 10 metri e più di distanza saranno tutto sommato buoni, il fondo sarà un ammasso indicibile di poligoni. Sinceramente, l’effetto è talmente brutto da avermi fatto chiedere come sia possibile che Sony abbia permesso a Driveclub VR di essere un titolo d’uscita per una sua console. La stessa Sony che possiede studio come Naughty Dog e Sony Santa Monica, che ogni anno setta lo standard di ciò che è possibile fare sfruttando al massimo le risorse di una macchina, ha permesso a un gioco graficamente brutto di far parte dei titoli di lancio di un accessorio così importante come il Playstation VR. Se il visore Sony fosse giudicato unicamente tramite questo gioco, sarebbe da bollare come un 5/10, obbligando qualunque possessore di PS4 a scusarsi con quei folli che urlano giorno dopo giorno PC MASTER RACE su internet, ammettendo l’impossibilità di avere VR decente su una console con meno di 2 Tflops di potenza. Ma avendo provato diversi altri giochi, sappiamo bene che non è così. Vuoi un motivo, vuoi per un altro, siamo di fronte a qualcosa di graficamente poco accettabile ed è bene che la recensione prosegua tenendo a mente questo punto.

Si dice che i racer siano uno dei generi che meglio si adatta al VR, e Driveclub non fa eccezione. Messì dietro al volante, ogni curva sarà presa con una naturalezza che, semplicemente, non esiste su uno schermo in 2D. Se siete abili guidatori, preparatevi a dover tarare la difficoltà di DCVR verso l’alto e a disattivare gli aiuti alla guida per non annoiarvi. Dopo aver vinto senza difficoltà le prime gare ho pensato a un abbassamento generale dell’IA, ma a conti fatti l’unica cosa a essere diversa ero io. Guidare in VR è decisamente più facile, e qualunque tipo di simulatore migliora se giocato con un casco in testa.

Allo stesso modo, Driveclub rientra nella categoria di giochi peggiore da giocare nella realtà virtuale. Se avete sentito gente che non è stata in grado di finire una gara, bene, sappiate che potrebbe capitare anche a voi. Non so se il motivo sia imputabile unicamente al fatto che il vostro corpo fermo si aspetti di ricevere stimoli esterni che mancano (creando ciò che è comunemente definito “motion sickness”) o se la grafica sfuocata e grezza sia concausa della sensazione poco piacevole che ne consegue, fatto sta che Driveclub VR è molto molto pesante sul vostro corpo, costringendovi a sessioni brevi, almeno all’inizio. Pare che il nostro fantastico cervello sia in grado di abituarsi poco alla volta alla realtà virtuale, ma mai come in questo caso è meglio non esagerare se non si vuole correre il rischio di stare male per ore o persino giorni.

Le modalità presenti in DCVR sono praticamente le stesse della versione liscia, garantendogli lo status di gioco completo, sia offline che online. Questo però non significa che sarà possibile importare salvataggi e o giocare con i possessori della prima versione, rendendolo di fatto un titolo completamente a parte. Una scelta discutibile forse, ma fatta per evitare di creare uno sbilanciamento dovuto al framerate diverso e al vantaggio dato dai possessori di visore.

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E’ davvero difficile giudicare Driveclub VR. Se fosse una versione GOTY con inclusa una modalità VR, sarei felice di dargli un 9 per i contenuti e dire a tutti di prenderlo insieme al VR perché tanto è possibile godere anche della fantastica versione 2D. Purtroppo non è questo il caso, e DCVR è giocabile unicamente con il visore, con pregi (pochi) e difetti (tanti) che questo comporta. Viene da chiedersi se alla stampa non sia stata fatta provare una versione differente da quella finale a noi arrivata, visto che di questi problemi enormi non vi era traccia prima dell’arrivo sugli scaffali. Allo stesso modo, gli ovvi limiti tecnici del gioco sono da incolpare non al team dietro al codice, ma alla mancanza di potenza della PS4, almeno per quanto riguarda i requisiti per la realtà virtuale. Viene sul serio da sperare che l’uscita della PS4 Neo migliori la qualità visiva di DCVR, sarei assolutamente felice di tornare dietro al volante e godere di una versione più nitida e rifinita. La triste realtà dei fatti è che la versione che gira sulle console attuali è davvero difficile da consigliare.

Stress VR: Alto

Effetto VR: Alto

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Buona sensazione di velocità
  • Ottimo gameplay

Il Cattivo

  • Motion sickness come mai in vita vostra
  • Grafica vergognosa
6

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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