VR WORLDS

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[RECENSIONE] VR Worlds

psvr-worldsEsistono due tipi di acquirenti del Playstation VR, quelli che hanno acquistato un bundle più costoso, con tutto l’occorrente necessario per sfruttare al massimo il magico accessorio, e quelli come il sottoscritto, che hanno dato parecchia fiducia alla Sony negli anni, acquistando controller Move e Playstation Camera nella speranza di poterli utilizzare in futuro. Non ci sarebbe una differenza grossa se ci limitassimo agli accessori, ma il bundle Playstation VR più costoso fornisce anche l’oggetto di questa recensione, Playstation VR Worlds, ed è una differenza non di poco.

 

VR Worlds è una collezione di 5 diversi giochi/esperienze, realizzata da un first party Sony quale il London Studio, autore già in passato di diversi titoli sperimentali pr Eye Toy e Move (oltre ad altri evergreen quali Getaway e Singstar). Parliamo di un gruppo di programmatori con il non trascurabile vantaggio di aver avuto accesso all’hardware di PSVR sin dai primi mesi di sviluppo e una creazione come VRW ha un obiettivo molto semplice: mostrare le potenzialità del VR in diverse situazioni e generi.

 

Il modo più sensato di recensire le 5 diverse anime di VR Worlds è quello di dedicare un paragrafo o più a ognuna di esse, per rendere meglio l’idea di ciò che vi ritroverete davanti una volta inserito il disco di gioco. Va però detto che VRW mostra sin dal menù un certo livello di profondità e cura. Preferisco non rovinarvi la sorpresa essendo troppo chiaro, ma poter interagire con alcuni degli elementi è stato divertente quasi quanto esplorare i 5 diversi “mondi” a cui lo spazio iniziale fa da ingresso.

 

Ocean Descent

Avete presente quelle migliaia di volte che vari giornalisti hanno parlato di una demo dove indossando il VR si veniva attaccati da uno squalo? In Ocean Descent, composto da una discesa principlae e altre due “di contorno”, vestirete i panni di un subacqueo intento ad esplorare i fondali marini alla ricerca di qualcosa. E sì, spoiler alert, verrete attaccati dal suddetto squalo. E sarà comunque terrorizzante, non conta quante volte tentiate di convincervi, non conta quanto ve lo aspettiate, la prima volta che quella creatura gigante e affamata tenterà di fare di voi il suo pranzo non penserete “haha, realtà virtuale”, ma “come cavolo ne esco vivo adesso?”. D’altra parte il fatto che lo spavento non sia dato dalla sorpresa dell’attacco ma dall’essere lì in prima persona e da questo punto di vista questa esperienza mette in mostra che tipo di emozioni la realtà virtuale può dare.

 

Allo stesso modo, Ocean Descent non è un gioco, ma un’attività dove non potrete fare null’altroche guardarvi intorno. Non esiste nessuna possibilità di interazione e, se questo da un lato permette di soffermarsi e ammirare i fondali marini e le creature che lo popolano (realizzate abbastanza bene), dall’altro rende la rigiocabilità prossima allo zero. E’ però indubbiamente il tipo di attività da far provare agli amici ignari, per vederli urlare dal terrore e contorcervi dalle risate. Le altre due discese disponibili offrono ancora meno, mancando della storia che fa da collante a quella principale e sembrano esser messe lì unicamente per fare numero.

 

vrworlds_ocean

 

Danger Ball

Avete presente la vostra testa? Siete in grado di muoverla? Ottimo, benvenuti in Danger Ball, dove il vostro scopo sarà quello di affrontare diversi nemici in un faccia a faccia tramite una palla volante. Immaginate un’arena enorme, con voi all’interno di un box grande più o meno quanto un container, con lo scopo di segnare mandando la sfera oltre il vostro avversario. Avete presenti i tavoli da hockey che regnavano nelle sale giochi diversi anni fa? Immaginate di farlo n 3D e avrete più o meno idea di cosa questa attività di VRW possa offrirvi.

 

La modalità torneo vi vedrà prendere parte a 6 round, sfidando avversari dalla bravura crescente, e vi divertirete un mondo grazie all’ottimo head-tracking del Playstation VR… a costo di posizionarvi bene sin da subito! Il tocco di classe è la possibilità di colpire con diversa potenza la sfera o persino dare effetto, crampi al collo permettendo. Una vola finito il torneo potrete ricominciarlo da capo o, perché no, dedicarvi alla modalità score attack dove verrete messi di fronte a un muro con diverse sezioni da colpire, divertente ma globalmente meno del torneo. Manca purtroppo qualunque modalità multiplayer.

 

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VR Luge

Se la vostra idea di divertimento include in qualche modo lo scivolare su uno slittino a gran velocità giù per una discesa, Luge potrebbe fare al caso vostro. Controllato unicamente grazie alla vostra testa, avrete come scopo ultimo arrivare alla fine, evitando tutti gli ostacoli che vi si pareranno progressivamente davanti. Uno spasso? Dipende.

 

Luge fornisce un ottimo senso di velocità, che permette facilmente di trascurare la grafica mediocre, ma molti degli ostacoli non faranno altro che rallentarvi (incluso finire sotto un camion), rovinando abbastanza l’immedesimazione. Inoltre, per quanto i controlli funzionano bene, è facile perdere il controllo dopo aver effettuato movimenti bruschi con la testa. Allo stesso tempo, i veloci movimenti laterali di cui il gioco è pieno possono causare facilmente motion sickness. Il gioco si compone di 4 diversi tracciati ma la differenza si rivela essere puramente estetica.

 

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The London Heist

The London Heist è l’altro titolo usato nell’ultimo paio d’anni per mostrare a più riprese cosa fosse possibile fare col Playstation VR e in molti speravano si trasformasse in un gioco a se. Il motivo è abbastanza chiaro dopo averlo provato, grazie alla sua combinazione di sequenze statiche e dinamiche e al grado di interattività. Sono presenti due modalità, storia e shooting gallery, ma è inevitabilmente il vero e proprio cuore dell’azione. Nonostante sia possibile giocarlo interamente con il Dual Shock 4, è con due Move che il tutto prende realmente vita. Mirare, ricaricare e generalmente interagire con ciò che avrete intorno sarà fatto in modo realistico, che permette di immedesimarsi completamente nell’azione. Alcune sezioni della storia (e la galleria) saranno simili a uno sparatutto su binari (a la Time Crisis e House of the Dead), ma saranno presenti anche alcune parti meno dinamiche dove assisterete ai dialoghi fra i personaggi. Per quanto la shooting gallery sia in grado di divertire, è indubbio che sia la modalità storia a fare da padrone. Purtroppo questa è veramente breve e si finisce per forza di cose a desiderare di più…

 

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Scavenger’s Odyssey

Ultimo della lista (ma non ultimo qualitativamente) è Scavenger’s Odissey, una sorta di avventura spaziale all’interno di un mech alla scoperta di un pianeta sconosciuto. Controllerete il vostro gigante robotico con l’analogico sinistro e ruoterete su voi stessi con l’analogico destro, ma mirerete con la vostra testa, puntando ai nemici.                 A questo si aggiungono la possibilità di correre, saltare e utilizzare un raggio traente per afferrare e lanciare oggetti. Vi sembra interessante? Lo è ancora di più.

 

Se Scavenger’s Odyssey fosse un gioco completo, sarebbe forse la prima vera killer application per Playstation VR. Eccezion fatta per la grafica leggermente sfuocata (ma comunque accattivante) e la brutale linearità, siamo di fronte a un piccolo capolavoro di controlli, in grado di farvi vivere sul serio l’emozione di trovarvi a vagare su un pianeta sconosciuto, con la sua fisica particolare. Ciò che ne esce fuori è una sorta di shooter/platform a metà tra RIGS e Metroid Prime, dove nel giro di pochi minuti imparerete a far fuori i nemici volteggiando in aria, con una naturalezza che è semplicemente impossibile con altri sistemi di controllo. E’ presente anche un abbozzo di storia, ma fatica a coinvolgere sul serio i giocatori vista la brevità de due livelli di cui Scavenger’s Odyssey è composto.

 

scavengers-odyssey

 

VR Worlds sarebbe perfetto se fosse incluso in tutte le versioni del Playstation VR. Probabilmente è il titolo che più riesce a mostrare come il primo salto commerciale di Sony nella realtà virtuale possa adattarsi a diversi generi e stili di gioco. Le diverse avventure dalla durata media di 5-10 minuti sono PERFETTE per convertire i vostri amici alla realtà virtuale, abbastanza lunghe per emozionare ma non troppo da creare problemi a testa e stomaco. In altre parole, preso come titolo praticamente regalato con il bundle completo del Playstation VR, Worlds è imperdibile. Le poche ore che passerete con i vari mini-giochi saranno epiche ma è difficile quantificare quanto valga la pena acquistarlo al prezzo pieno (seppure budget). Per coloro come me, che hanno acquistato unicamente il casco in quanto possessori di tutto l’occorrente, VR Worlds a pagamento sembra quasi una punizione. Avrebbe avuto senso gratuito per tutti o con magari qualche altra esperienze oltre alle 5 presenti. Siamo di fronte a ciò che sarebbe potuto essere una sorta di emulo di Wii Sport, ma che finisce per essere invece solo un’ottimo disco pieno di lunghe, divertentissime tech demo a pagamento, buono per vantarsi agli amici del proprio acquisto.

 

Stress VR: Basso-Medio (dipende dal gioco)
Effetto VR: Medio-Alto (dipende dal gioco)

 

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Controlli eccellenti
  • Continuo showcase delle potenzialità del PSVR
  • Prezzo budget

Il Cattivo

  • Esperienze troppo brevi
  • Graficamente mediocre
7

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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