Call of Duty: Vanguard, recensione del videogioco

Atteso da tantissimi videogiocatori, Call of Duty Vanguard è il nuovo capitolo della tanto amata serie e permette di riproporre, attraverso atteggiamenti di trama e contenuti di vario genere, alcune determinazioni che avevano già definito il grandissimo successo della celebre saga di Call of Duty. La Seconda Guerra Mondiale, trattata attraverso numerosi punti di vista e espedienti specifici, è ancora una volta oggetto di valutazione all’interno del titolo che, come tutti sanno, negli ultimi anni ha cercato di basare il proprio successo più nel comparto multiplayer on-line che non in una campagna che è sempre apparsa come particolarmente ridotta, sia in termini di ore che di sviluppo del contenuto; su diverse piattaforme on-line, che permettono di scoprire come funziona il bonus di benvenuto e tante altre determinazioni relative al gioco in sé, è stato possibile cogliere alcuni aspetti di rinnovamento del titolo, che cerca di inserirsi all’interno di un filone inedito e rivoluzionario soprattutto per quel che concerne il comparto tecnico del gioco. Ecco tutto ciò che c’è da sapere a tal proposito.

La trama di Call of Duty Vanguard non è soddisfacente

La sensazione, giocando la campagna del nuovo Call of Duty Vanguard è quella di un ennesimo ritorno alle stesse tematiche che hanno già determinato il successo del titolo. Call of Duty deve il suo grandissimo successo alla seconda guerra mondiale, che riesce a trattare perfettamente in termini di trama e, soprattutto, di descrizione dei personaggi. Per quanto la Seconda Guerra Mondiale sia, però, di per sé un argomento che merita numerose determinazioni e punti di vista sempre più rinnovati, un ennesimo capitolo concentrato su questa trama sembra essere piuttosto ridondante e non più originale come poteva apparire in passato.

Tuttavia, Call of Duty Vanguard cerca di superare questo limite basico attraverso la realizzazione di una campagna che, con una durata di circa 6 ore, permette di evidenziare alcuni personaggi nello specifico mettendoli in risalto e portando il giocatore a immedesimarsi all’interno di una realtà sicuramente affascinante. La sensazione è, però, che per quanto le pretese fossero elevate e le aspettative molto riconoscibili, fin dal primo momento in cui la trama si sviluppa, il risultato non sia stato ampiamente soddisfacente o, comunque, in grado di eguagliare le grosse aspettative.

Il nuovo multiplayer di Vanguard

Se da un punto di vista della trama Call of Duty Vanguard non può definirsi un grandissimo successo, nel comparto del multiplayer on-line si notano dei notevoli passi in avanti rispetto agli ultimi titoli, tra cui Call of Duty Cold War che aveva deluso moltissimi videogiocatori per meccaniche di gioco piuttosto lontane dal tradizionale Call of Duty. Vanguard cerca di replicare, sulla base di meccanismi simili dal punto di vista tecnico, il grandissimo successo di Modern Warfare del 2019, in cui la rivoluzionaria definizione di alcune caratteristiche di gioco aveva portato il multiplayer a ottenere un grandissimo successo, supportato soprattutto dal Battle Royale gratuito Warzone, che milioni di persone hanno giocato in tutto il mondo.

Il feeling con le armi, la possibilità di cumulare i punteggi, l’estetica, gli equipaggiamenti e la funzione Armaiolo sono molto simili a quanto osservato all’interno del Reboot di Modern Warfare, grande successo mondiale a partire dal 2019, per quanto ci siano degli arricchimenti notevoli soprattutto per quel che concerne alcune definizioni tecniche. La funzione Armaiolo precedentemente menzionata, ad esempio, si arricchisce di slot per equipaggiamento molto più numerosi rispetto a Modern Warfare, in cui se ne possono aggiungere un massimo di 5. Inoltre, la fluidità di movimenti, armi e rese grafiche sembra essere sicuramente migliorata, per quanto manchi ancora un equilibrio completo nella resa delle armi come fucile di assalto, fucile a pompa e mitragliette. Le modalità sono sicuramente soddisfacenti, così come le nuove mappe che permettono di confrontarsi all’interno di un teatro di battaglia sicuramente molto importante e notevole dal punto di vista estetico.

 

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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