[Read 'N' Play] 3° Puntata- Rapture

TITOLO: Rapture

AUTORE: John Shirley

EDITORE: Multiplayer.it Edizoni

LINGUA: Italiano

PAGINE: 456

Cari lettori di Coplanet, lasciatemi supporre che conosciate Bioshock; magari non per esperienza diretta, però sicuramente almeno per sentito dire.
Molti tra voi sarebbero probabilmente d’accordo se lo descrivessi come il miglior gioco di questa generazione, altrettanti concorderebbero nel definirlo un capolavoro assoluto.
Per quale motivo? Cosa lo rende così speciale? Tantissimi aspetti contribuiscono a collocarlo nell’ Olimpo dei videogiochi. La creatura di Ken Levine riesce a risultare appetibile alla massa, offrendo un gameplay complicato sotto determinati aspetti, ma fresco e dinamico e al contempo ad appagare i palati più raffinati con una trama epocale dalle sfumature profonde.
Un ricchissimo industriale fuggito in tenera età dall Unione Sovietica, decide di costruire una città sotto l’ Oceano Atlantico, con una società fondata sull’esaltazione delle capacità individuali, dove ogni uomo può farsi largo con il sudore della fronte e la libera iniziativa.
Il fruitore moderno può riconoscere in questo disegno una metafora del capitalismo sfrenato che caratterizza i nostri tempi, dove poteri economici più forti degli stessi stati hanno scandito le tappe della storia contemporanea.
Andrew Ryan, il visionario in questione, critica infatti a più riprese le finte democrazie e gli ipocriti ideali alla base delle rivoluzioni e dei movimenti politici internazionali.
Emblematica è in tal senso la serie di slogan che il videogiocatore può udire nella batisfera all’inizio dell’avventura:
“…Un uomo non ha diritti sul sudore della sua fronte? No, dice l’uomo di Washington. Appartiene ai poveri. No, dice l’uomo in Vaticano. Appartiene a Dio. No, dice l’uomo di Mosca. Appartiene a tutti…”

Questo romanzo è un prequel rispetto al primo indimenticabile Bioshock, che narra le vicende di alcuni personaggi che si riveleranno fondamentali nell’intreccio delle esperienze videoludiche.
Un ruolo di assoluta importanza è attribuito a Bill McDonagh, un idraulico reclutato da Ryan durante la riparazione della propria toilette, che si dimostra un uomo di grande ingegno, coraggio e carattere. Andrew Ryan ha fiuto nel riconoscere persone qualificate che vogliano distaccarsi dalla mediocrità, infatti gli basta una breve chiacchierata per comprendere quanto Bill possa essere importante per il progetto che ha in mente. Finirà non solo con il trovare una risorsa fondamentale per la costruzione della città sottomarina, ma anche un grande amico.
Ryan rappresenta un altro grande pregio per questa serie, ovvero un character di grande spessore che mi porta alla mente icone della cinematografia, primo fra tutti Charles Foster Kane, personaggio protagonista di “Quarto Potere”, un capolavoro del 1941. Più recentemente trovo una similitudine con Gordon Gekko, personaggio interpretato dal premio Oscar Michael Douglas nel film “Wall Street” del 1987, del quale è stato fatto un seguito: “Wall Street: il Denaro non dorme mai” nel 2010.
Le analogie sono molteplici, a partire dal rapporto totalizzante con il denaro, non nell’accezione di ricchezza personale e mezzo per vivere in modo dignitoso, ma come vero e proprio metro di misura delle capacità e dell’ingegno personale.
Gordon Gekko afferma che non è questione di ricchezza, appunto, ma di competizione. L’ alter ego di Michael Douglas è uno speculatore di borsa che maneggia enormi capitali trattandoli come se fosse un gioco. Andrew Ryan basa una società intera sulla competizione, togliendo quasi tutti i poteri allo stato, che non può intervenire nemmeno per salvaguardare le classi più deboli.
Una città costruita in fondo all’oceano popolata da squali, con un doppio senso che descrive perfettamente il clima che in breve tempo si viene a creare.

Il Gordon Gekko interpretato da Michael Douglas ha diverse analogie con l’Andrew Ryan di Bioshock, soprattutto la concezione del capitalismo sfrenato inteso come massima espressione della competizione naturale.

Il racconto di Shirley, precisando che non mi addentrerò nella trama per non rovinare la lettura a potenziali fruitori, è una piccola perla per curiosi. Costruire una città in fondo all’oceano non è certo impresa semplice, sia dal punto di vista organizzativo che, soprattutto, dal punto di vista tecnico.
L’affascinante ricostruzione che parte dal principo, quando Rapture era ancora soltanto un’idea, deve essere costata molto studio all’autore, perché quasi nulla è lasciato al caso.
Pensate soltanto a tutti i piccoli/grandi accorgimenti necessari a placare le forze naturali dell’oceano, o alla progettazione architettonica di insieme.
Rapture non è un libro ricco di sequenze adrenaliniche, quanto un’esaustiva spiegazione a tutte quelle domande che probabilmente si è posto ogni giocatore attento, non interessato unicamente al prodotto come sparatutto in prima persona.
Io mi sono lasciato contagiare e ho potuto addentrarmi laddove i videogiochi avevano soltanto accennato; alcuni nomi di voci che avevo udito attraverso gli audio diari mi sono tornati in mente nonostante i due anni che mi separano dall’ultima volta che ho preso in mano il pad per calpestare l’umido terreno di Rapture.
Il diabolico artista su di giri Sander Cohen, il chirurgo pazzo Steinman, l’avido imprenditore Frank Fontaine, la scienziata Bridgit Tennenbaum… Ma anche characters minori tutti con sogni, motivazioni che li hanno spinti ad intraprendere un viaggio senza ritorno in fondo al mare.

Sander Cohen è un altro discutibile individuo portato alla ribalta da Andrew Ryan; l’industriale lo apprezza perché si dedica all’arte con tutto se stesso, senza farsi influenzare dalla massa. Nel primo Bioshock è protagonista di una delle sezioni più riuscite, Fort Frolic, distretto tra gli ultimi costruiti e destinato all’intrattenimento

L’elemento che determina il caos all’interno di una società fallimentare già in base ai presupposti, è rappresentato da i plasmidi, espediente utile che ha donato maggiore varietà a un gameplay altrimenti piuttosto classico. Se devo essere sincero, era forse il punto su cui ero più scettico a livello di trama, perché le mutazioni genetiche sono un po’ come gli zombie e i nazisti nei videogame: clichès di cui tutti hanno un po’ abusato. Tuttavia tale caratteristica si inserisce perfettamente nel contesto, in quanto rappresenta il limite estremo a cui si spinge la scienza, in un luogo dove la bioetica e la pietà non esistono e dove uomini senza scrupoli ma avidi di conoscenza possono trovare terreno fertile e non preoccuparsi della legge.
In effetti la bioetica, che è quella materia inserita in ogni facoltà scientifica che si occupa (in parole povere) di porre dei paletti alla sperimentazione mettendo al primo posto la vita umana, non esiste a Rapture. Non a caso Bridgit Tennenbaum, che ha già avuto modo di lavorare nei campi di prigionia nazisti, si trova perfettamente a suo agio.
I paralleli con la storia della civiltà umana proseguono, ma in questo caso ci si spinge oltre: i plasmidi sono infatti sostanze in grado di alterare il codice genetico umano migliorando caratteristiche dell’organismo in cui vengono iniettati o integrando nuove abilità.
Penso possiate immaginare come certe possibilità possano perfettamente sposarsi con la logica del profitto, donando agli uomini ciò che vogliono a un modico prezzo… Ma con conseguenze disastrose, che scoprirete eventualmente leggendo il libro. Anche se qualcosa avete già avuto modo di intuirla girovagando virtualmente per Rapture.

Gli indimenticabili distributori dove “pomparsi” di Adam e plasmidi.

Non mi resta che consigliarvi la lettura, anche perché i colpi di scena e le sorprese non mancano. Questo approfondimento potrebbe essere l’ultimo passo prima di far sprofondare definitivamente Rapture sotto l’Oceano Atlantico, con l’arrivo di Bioshock Infinite e lo sponstamento della serie sulle nuvole di Columbia.
Cari lettori di Coplanet, io vi saluto e vi do appuntamento alla prossima puntata di “Read ‘n’ Play”.

Prima Puntata:”Mass Effect:Revelation”:https://www.coplanet.it/9174/rubriche/read-n-play-1-puntata-mass-effect-revelation.html

Seconda Puntata: “Zelda: Cronaca di una Saga Leggendaria”:https://www.coplanet.it/9550/rubriche/read-n-play-2-puntata-zeldacronaca-di-una-saga-leggendaria.html




Scritto da: Gabriele "gaboman87" Piacente

Appassionato di cinema, teatro, fumetti, videogiochi... Insomma, tutto ciò che non serve a niente, se non all'anima (che massima...). Adora Grim Fandango, la Sega di una volta,il joypad della Gamecube, il fondoschiena di Madison in Heavy Rain, la serie Onimusha (dateci un seguito!), ha un'ossessione per Batman (non fisica) e adora tutto ciò che è retrogaming. Ha un' incapacità cronica e insensata a giocare a Super Mario Bros; è stata epica una partita in cui ha perso tre vite contro il primo minaccioso funghetto.

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