[Read 'N' Play] 4° Puntata-Wanted: la Storia Criminale di Grand Theft Auto

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Kushnergta 1

TITOLO: Wanted: la storia criminale di Grand Theft Auto

AUTORE: David Kushner

EDITORE: Multiplayer.it Edizoni

LINGUA: Italiano

PAGINE: 347

A volte sono arrivato a odiarlo, a considerarlo alla pari di robaccia televisiva come i reality show: contenuti spazzatura da dare in pasto alla massa famelica. In certi momenti sono stato stufo dei commenti sgrammaticati dell’ennesimo giocatore esaltato da peripezie prive di virtuali scrupoli, che si pavoneggiava per aver pagato e poi ucciso una prostituta. Spesso sono rimasto infastidito nel constatare che moltissimi utenti acquistano una console e non giocano ad altro, perché l’unica attrattiva che un videogioco ha per loro è quella di girovagare per una città compiendo atti di violenza inauditi nel contesto quotidiano. Nella vita reale… Talvolta ho provato disgusto a manovrare un alter ego poligonale che sentivo così lontano moralmente da me stesso, anche se non sono certamente un bigotto. La corruzione dominava così a fondo quel mondo composto da pixel, da spiazzarmi e indurmi a compiere delle riflessioni.

Questi pensieri hanno viaggiato da un neurone all’altro e mi hanno portato a considerare i motivi che spingevano orde di persone ad apprezzare quel mondo perverso, fastidioso forse perché troppo affine a quello reale. Simile in quegli aspetti che si cerca di nascondere a tutti i costi, come struzzi con la testa sotto terra. Ho riflettuto e ho compreso che ad attirare la gente è la libertà, che si manifesta in questo caso anche in un universo fatto da leggi matematiche che non si possono modificare. La libertà d’azione diventa tuttavia tale perché il videogioco è per sua natura interattivo e permette di scegliere. GTA è libertà nel senso più limpido e sincero del termine; mette a nudo i desideri dell’uomo e glieli serve attraverso il mezzo più consono: il videogioco. Grand Theft Auto è il manifesto di un modo di intendere i videogiochi che mette le chiavi in mano al giocatore e lo proietta in un mondo adulto nei contenuti, ma fanciullesco e primordiale a livello ludico: l’utente è un bambino in un negozio di caramelle. GTA è un titolo che si può odiare, ma che ha rappresentato una rivoluzione nel campo videoludico e che continua a stupire con capitoli sempre più curati e di qualità.

A volte sono arrivato a odiarlo, ma adesso amo GTA.

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Ebbene sì giovincelli, questo è GTA… Dimenticate Niko Bellic in alta definizione, quando tutto è iniziato bisognava progredire nel gioco rispondendo a quei telefoni pubblici con le frecce rosse. A meno che non interessasse di più fare carneficine poco produttive ma molto divertenti…

Ho letto il libro “Wanted: La Storia Criminale di Grand Theft Auto” con grande interesse. Ovviamente non si tratta di una storia schematica  di tutti i capitoli che compongono la saga, ma di un documento che racchiude un frammento di storia del videogioco; parte dai personaggi che hanno dato vita o che hanno avuto un ruolo determinante (positivamente o negativamente) per il franchise e rende partecipi di difficoltà che a stento pensavo potessero accumularsi durante la creazione di un videogioco. Noi giocatori siamo abituati ad inserire il disco e a pretendere tutto subito, ad aspettarci che il mondo ricreato sia credibile. Le battaglie che GTA ha dovuto affrontare per diventare il punto di riferimento che è adesso, sono veramente agguerrite e proprio per questo interessanti per comprendere meglio il funzionamento di un’intera industria. Un medium artistico che viene spesso considerato (ancora) come un giocattolo per bambini.

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La tecnologia 3D ha permesso una notevole rivoluzione anche per la serie GTA, che si è adeguata tecnicamente alla “nuova” console Sony: la Playstation 2

David Kushner, l’autore, che ha già lavorato per riviste e scritto libri sulla cultura videoludica e in particolare “Masters of Doom” (il suo primo libro), ci ha consegnato questo saggio sull’evouluzione e la storia di GTA. Ha raccolto innumerevoli interviste e testimonianze in prima persona, oltre che migliaia di articoli, atti processuali, servizi radio e TV. L’abilità dello scrittore è stata, a mio avviso, quella di rendere estremamente scorrevole la lettura grazie alla chiave che accennavo sopra, ovvero la narrazione di una storia attraverso vari racconti con protagonisti i personaggi (reali) che hanno dato vita a GTA. Coloro che lavorano nell’industria videoludica non sono particolarmente noti ai più, anche se i loro prodotti superano talvolta gli incassi delle pellicole cinematografiche. E’ già tanto se qualcuno ha sentito nomi quali Shigeru Miyamoto e Peter Molyneux…  Nessuna sorpresa quindi se nessuno abbia mai sentito Sam Houser,Dave Jones o il temibile avvocato censore Jack Thompson. Eppure chissà quanti pomeriggi avrete passato per le strade di Liberty City… Probabilmente molte più ore di quante abbiate mai destinato a film di Steven Spielberg, anche se il suo nome vi è noto quasi quanto il vostro. Ringraziamo per questo il luogo comune dell’utente di videogiochi asociale rintanato nel buio della propria stanza, o dello sviluppatore occhialuto barbuto in carne chiuso in cantina. Il videogioco rompe sempre più barriere, penso che una console dedicata alla massa come la Wii possa esserne la prova tangibile: il passatempo comincia ad essere socialmente accettato. Da qui a dimostrare che il nostro medium preferito sia pronto ad affrontare tematiche sociali di un certo rilievo, di acqua sotto i ponti ne passa parecchia.

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Niko Bellic di GTA 4 è un personaggio con un certo spessore emotivo. Questo capitolo della saga è un induscusso successo che ha però spiazzato qualche giocatore amante del girovagare fine a se stesso (altrimenti detto cazzeggio), perché ha dato un peso nettamente maggiore alla trama, che a parer mio ha raggiunto altissimi livelli.

Coloro che tutti noi conosciamo sotto l’etichetta Rockstar, ovvero il team di sviluppo che firma il titolo in questione, ha raggiunto lo status attuale grazie a un lavoro che non si è limitato alla cura riposta nei dettagli, ma anche all’attuazione di una politica volta a creare un’immagine innovativa dei propri membri. Un gruppo di persone che non ne volevano sapere di uniformarsi allo standard di nerd asociali che popolavano l’ambiente degli sviluppatori in tutti gli Stati Uniti. Non voglio rovinare la lettura e quindi vi lascio la libertà di approfondire, però sappiate che “Wanted” da modo di conoscere personalità carismatiche alla pari dei personaggi di un romanzo. Del resto, basti pensare alla ventata d’aria fresca che Grand Theft Auto ha portato in un genere allora dominato da “fate e folletti”. Non a caso Race ‘N’ Chase, l’esperimento che ha preceduto GTA, era un gioco dove bisognava impersonare un poliziotto. Soltanto dopo aver provato l’ebrezza di investire i pedoni e non seguire le regole, hanno optato per una direzione diversa… Quella che conosciamo. C’è poco da fare: essere il cattivo è più divertente.

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Uno sviluppatore si ricorda di quanto detesti essere importunato dagli Hare Krishna, un gruppo di religiosi che lo perseguitano in ogni luogo pubblico. “Gouranga!”. Quando nel gioco compaiono questi ometti vestiti di arancione, basta metterli sotto tutti per guadagnare parecchi punti bonus

Wanted è un libro non soltanto per appassionati di GTA, ma anche per chi si sia mai chiesto quali debbano essere i limiti in cui deve operare la censura. Carmageddon fu ad esempio addirittura tolto dal commercio perché basava il proprio gameplay sull’assassinio dei pedoni. Grand Theft Auto se la cavò grazie a una grafica da cartone animato e una moralità di fondo che stabiliva un limite alle atrocità virtuali: uno sterminio indifferenziato era seguito dall’azione della polizia e addirittura dell’esercito. L’avvocato Jack Thompson ha condotto e conduce una battaglia senza sosta contro quei contenuti a suo avviso osceni e pericolosi. Non dimentichiamoci la differenziazione tra cinema e videogioco che molti considerano il fulcro della discussione: un film lo viviamo in modo passivo, mentre nel gioco siamo noi a compiere determinate azioni.

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Hof Coffee è la famosissima cheat che in GTA San Andreas dava vita a un mini gioco sessuale. Rockstar da la colpa agli hacker e gli hacker danno la colpa a Rockstar. Sta di fatto che con le scene di sesso che vediamo continuamente nell’industria cinematografica e con le donne mezze nude in televisione, a me personalmente fa piuttosto ridere l’entità delle proteste… A voi?

 Vi consiglio questa lettura per approfondire questioni che a me appaiono interessantissime per osservare meccaniche e processi comuni a quasi tutte le arti. Ogni arte ha dovuto scontrarsi con censure e rivoluzioni che a tanti stavano strette. Non è detto che consideriate GTA come arte, sta di fatto che ha reso il nostro passatempo più adulto, nel bene e nel male.

Il termine video”gioco” comincia a stargli stretto.

 

TI SEI PERSO LE PRECEDENTI PUNTATE?!

Eccole qua:

1-https://www.coplanet.it/9174/rubriche/read-n-play-1-puntata-mass-effect-revelation.html

2https://www.coplanet.it/9550/rubriche/read-n-play-2-puntata-zeldacronaca-di-una-saga-leggendaria.html

3-https://www.coplanet.it/9562/rubriche/read-n-play-3-puntata-rapture.html

 

 

COMMENTI
  1. 1.

    Ormai il termine “videogioco” sta stretto al suo stesso nome in quanto non si tratta più solo di gioco ma di arte in tutto e per tutto. giochi che nemmeno io capivo come GTA si sono trasformati da semplici “investi e scappa” a più completi open world in cui può essere fatto tutto..decidere se essere il buono o il cattivo della situazione..tutto in quel mondo si trasforma e le nostre azioni, per quanto possano essere cattive, non rispecchieranno mai la nostra persona nella vita reale..

    il bello è entrare in questa ottica e non vedere solo la serie GTA come investi e ammazza…ma come dici te: essere cattivo è divertente :asd:

    immagino comunque tutto il lavoro dietro a questo libro..so di milioni di documenti in cui potersi perdere che hanno come unico motivo di esistere quello di affossare una serie come GTA in quanto dannosa per qualsiasi ragazzino in piena pubertà :sisi:

    rimango sempre più entusiasta di come si sta evolvendo il VG nella nostra cultura :sisi:

    2.

    Leggetelo questo libro, io l’ho trovato un paio di mesi fa circa e l’ho letto in 2 giorni da quanto mi prendeva 🙂 Concordo su tutto quanto, meglio di così non potevi spiegare per invogliare il lettore 🙂

    Purtroppo però esistono molti bigotti che tentano di rovinare il nome del gioco accusandolo per qualsiasi cosa 🙁




Scritto da: Gabriele "gaboman87" Piacente

Appassionato di cinema, teatro, fumetti, videogiochi... Insomma, tutto ciò che non serve a niente, se non all'anima (che massima...). Adora Grim Fandango, la Sega di una volta,il joypad della Gamecube, il fondoschiena di Madison in Heavy Rain, la serie Onimusha (dateci un seguito!), ha un'ossessione per Batman (non fisica) e adora tutto ciò che è retrogaming. Ha un' incapacità cronica e insensata a giocare a Super Mario Bros; è stata epica una partita in cui ha perso tre vite contro il primo minaccioso funghetto.

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